Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!

“Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!”

(Povera Patria – Franco Battiato)

Franco-Battiato-troie-in-Parlamento

In Italia è difficilissimo per una bella donna fare politica, perché gli italiani preferiscono Rosy Bindi”; “Lei viene? E quante volte succede?“; “(Merkel) Culona inchiavabile“.

Se giocassimo a “Indovina chi?“, non sarebbe difficile individuare la persona che, simpaticamente, ha pronunciato queste frasi. In realtà, Lui di battute sulle donne ne ha fatte molte di più. Affermazioni infelici che, però, sembrano non aver disturbato i più. Almeno, non a tal punto da scatenare il putiferio necessario per revocare l’incarico che da anni, ormai, ricopre, utilissimo per far entrare in parlamento donne come Nicole Minetti o veline/meteorine senza arte né parte (in quanto a conoscenza storico – politica, dico!).

Affermazioni dirette, senza nessun fraintendimento o riferimento ad altro. Frasi dalle quali, sicuramente, non emerge rispetto nei confronti del sesso femminile, anzi tutto il contrario: donne come strumento erotico.

Ieri, il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta ha revocato l’incarico di assessore al Turismo a Franco Battiato a seguito delle sue dichiarazioni riguardo il Parlamento: “Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa. È una cosa inaccettabile… aprissero un casino…Questa Italia fa schifo. Sono servi dei servi dei servi“. Èbastata una parola per scatenare l’ira delle parlamentari. È bastata una parola per revocare l’incarico a una delle chicche dello squadrone messo a punto dal governo Crocetta.

Questo perché? Purtroppo, in Italia, molto spesso viene difficile captare il senso delle parole. O meglio, c’è quella strana tendenza a considerare solo ciò che più conviene attaccando quando non c’è da attaccare e viceversa. Probabilmente, il linguaggio utilizzato dal cantautore siciliano è stato fin troppo diretto. Forse il termine troie ha scandalizzato le paladine della moralità che occupano le seggiole del Parlamento accanto a condannati, inquisiti e imputati. Le stesse che hanno fatto finta di non capire (mi auguro) che la denuncia di Battiato riguarda anche le troie-maschio, pronte a vendersi al miglior offerente. Uomini, o pseudo tali, disposti a darsi per farsi candidare in cima a una lista e che poi si rivendono “per voltar gabbana” a seconda delle convenienze.

Battiato è come il bambino che urla “il re è nudo” e la regina è troia – scrive Marco Travaglio -. Tutta la corte intorno sa benissimo che è vero, ma arrota la boccuccia a cul di gallina e prorompe in urletti sdegnati. Lo sa tutto il mondo come e perché sono stati/e eletti/e certi/e cosiddetti/e onorevoli“.

Eppure, nel Bel Paese si continua a far finta di non capire che il termine “troia” pronunciato da Battiato non era riferito solo alle donne, ma a chiunque venda se stesso per denaro e grossi interessi. In quanto donna, la sua affermazione non mi ha toccata. Non sarebbe stato del tutto sbagliato attribuirla a quante, nella precedente legislatura, hanno dimostrato, partecipando a festini e bunga bunga, di meritarlo. Silvio Berlusconi docet.

Maria Antonietta Vadalà

https://noigiovani.it

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