Chernobyl è al secondo posto dei luoghi più inquinati al mondo a causa del disastro nucleare del 25 aprile 1986 (foto Blacksmith Institute)

Chernobyl è al secondo posto dei luoghi più inquinati al mondo a causa del disastro nucleare del 25 aprile 1986 (foto Blacksmith Institute)

Quali sono i 10 luoghi più inquinati del pianeta?

Il Black Smith Institute e il Green Cross Switzerland hanno pubblicato il Rapporto 2013 sulle zone più inquinate della terra. Nelle località in questione è stata registrata un’elevata presenza di sostanze tossiche che mette a rischio la vita e la salute di oltre 200 milioni di persone, sia nei Paesi in via di sviluppo che nelle aree industrializzate.

10 luoghi più inquinati del pianeta

Chernobyl è al secondo posto dei luoghi più inquinati al mondo a causa del disastro nucleare del 25 aprile 1986 (foto Blacksmith Institute)

Il dossier completo è stato pubblicato da Worst Polluted e dal Black Smith Institute e comprende le statistiche dei 10 luoghi più inquinati del pianeta. Queste le zone:

Agbogbloshie Dumpsite – Ghana

Cadmio, mercurio e piombo, sono metalli pesanti che rappresentano il principale, nonché pericoloso, inquinante presente nelle vicinanze della discarica di Agbogbloshie, in Ghana. Si tratta di un vero e proprio punto di raccolta a cielo aperto per i rifiuti elettronici, che includono computer, televisori e forni a microonde provenienti dal mondo industrializzato, per un totale di 215 mila tonnellate di e-waste importate ogni anno. Il problema dell’inquinamento dell’aria nasce dai roghi appiccati per bruciare i rifiuti, dato che non vi sono a disposizione sufficienti sistemi di smaltimento. I fumi tossici raggiungono i villaggi e la popolazione, che corre il rischio di contrarre intossicazioni da metalli pesanti e malattie respiratorie.

Chernobyl – Ucraina

Le polveri radioattive di Chernobyl includono uranio, plutonio, cesio 137, stronzio 90 e altri metalli tossici, che espongono una popolazione di 10 milioni di persone a forti rischi per la salute. Il disastro nucleare più grave del mondo risale al 25 Aprile 1986 e continua a rappresentare una minaccia. Da Chernobyl, la contaminazione radioattiva ha raggiunto il 40% dell’Europa e parte dell’Asia, del Nord Africa e del Nord America. Uno studio scientifico pubblicato nel 2012 sulla rivista Environmental Health Perspectives, con il titolo di “Radiation and the Risk of Chronic Lymphocytic and Other Leukemias among Chornobyl Cleanup Workers”, ha evidenziato la correlazione tra il disastro nucleare e un forte incremento del rischino di leucemia.

Citarum River – Indonesia

Osservando le immagini del Citarum River, ci si rende subito conto della grave situazione di inquinamento che ha colpito l’area. Tra le sostanze pericolose per la popolazione e per l’ambiente vi sono piombo, cadmio, cromo e pesticidi. Basti pensare che il fiume Citarum scorre nei pressi della capitale, Giacarta, è considerato quello più inquinato del mondo. La situazione di grave disagio per la popolazione e fortemente dannosa per l’ambiente è causata dalle industrie che sorgono lungo le sue coste e che da decenni scaricano liquami tossici illegalmente nelle sue acque, senza ricorrere a depuratori.

Dzerzhinsk – Russia

Dzerzhinsk, città della Russia Occidentale che sorge sul fiume Oka, è tra i siti più inquinati del mondo, a causa della presenza di industrie chimiche che operavano soprattutto nel periodo della Guerra Fredda, scaricando inquinanti nel fiume. Tra le sostanze pericolose per la popolazione per l’ambiente troviamo soprattutto numerosi sottoprodotti tossici che derivano dagli impianti manifatturieri che impiegano sostanze chimiche. Ciò ha portato ad un grave incremento dei casi di cancro agli occhi, ai polmoni e ai reni. Le emissioni inquinanti delle industrie tuttora attive stanno danneggiando la salute dell’intera popolazione, tant’è che oggi l’aspettativa di vita per gli abitanti della città è di 47 anni per le donne e di soli 42 anni per gli uomini. Il problema maggiore è rappresentato dal diossido di zolfo, un gas fortemente irritante per gli occhi e l’apparato respiratorio.

Hazaribagh – Bangladesh

In quest’area del Bangladesh l’inquinamento è causato soprattutto dal cromo ed è legato alle 270 concerie presenti in tutto il Paese. Solo in questa zona è presente il 90% degli stabilimenti, che disperdono nell’ambiente sostanze tossiche, con particolare riferimento al cromo esavalente, responsabile dell’incremento dei casi di cancro e del peggioramento della salute della popolazione, che soffre soprattutto di problemi respiratori e di dermatiti provocate dall’esposizione alle sostanze pericolose.

Kabwe – Zambia

I più gravi problemi di inquinamento presente a Kabwe sono causati dal piombo, sostanza tossica rilevata nel sangue dei bambini in una quantità da cinque a dieci volte superiore ai livelli raccomandati. Per oltre 90 anni si sono susseguiti lavori per l’estrazione del piombo dal sottosuolo, senza tenere conto dei possibili danni. Concentrazioni elevate di piombo nel sangue possono risultare mortali.

Kalimantan – Indonesia

Qui, l’inquinamento da cadmio e mercurio mette a rischio la vita di oltre 250 mila persone. Le miniere d’oro rappresentano la prima risorsa economica per il Paese, ma soprattutto una grave fonte di malattia per la popolazione. Infatti, l’impiego di mercurio per l’estrazione dell’oro porta al rilascio di oltre 1000 tonnellate di emissioni tossiche all’anno, che inquinano l’aria e l’acqua e mettono a serio rischio la salute degli abitanti.

Matanza-Riachuelo – Argentina

Il bacino del fiume Matanza-Riachuelo, in Argentina, ha una lunghezza di soli 60 chilometri, ma ospita nelle proprie vicinanze ben 15 mila industrie chimiche che rilasciano i propri scarichi nocivi nelle sue acque. L’aria viene inquinata da composti organici volatili, come il toulene, un solvente tossico presente anche nella benzina. Il problema di inquinamento mette a rischio la salute di oltre 20 mila persone.

Delta del Niger – Nigeria

Il delta del Niger si estende in un’area densamente popolata. L’inquinamento delle acque del fiume riguarda gli sversamenti di petrolio che lo interessano dagli anni Cinquanta. Tra il 1976 e il 2001 sono stati conteggiati almeno 7000 incidenti che riguardano le operazioni di estrazione del petrolio. L’area è in costante attesa di bonifica e l’oro nero ha inquinato sia i terreni che le acque sotterranee, devastando la vita delle comunità che contano sull’agricoltura e sulla vicinanza al fiume per sopravvivere.

Norilsk – Russia

Norilsk è interessata soprattutto da attività estrattive e da inquinamento da metalli pesanti, tra cui si trovano rame e ossido di nickel. Nell’aria vengono rilasciate ogni anno 500 tonnellate di ossidi sia di rame che di nickel e 2 milioni di tonnellate di diossido di zolfo. La speranza di vita degli operai di Norilsk è inferiore di 10 anni alla media russa. Oltre 130 mila persone sono state esposte ai danni causati dagli agenti inquinanti, con un grave incremento dei casi di malattie respiratorie e di cancro ai polmoni e all’apparato digerente.

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