Italicum: passa la nuova legge elettorale, ecco le modifiche introdotte

Italicum: passa la nuova legge elettorale, ecco le modifiche introdotte

Dopo anni e anni di stallo, in Italia pare essersi avviata la tanto attesa, quanto preoccupante, strada verso la nuova legge elettorale. Certo, il fatto che si tratti di un decreto messo a punto, praticamente a tavolino, dal segretario del PD Matteo Renzi e l’ex premier Silvio Berlusconi, desta un po’ di titubanza.

italicum-nuova legge elettorale

Ma, nonostante ciò, si è giunti ugualmente all’accordo per dare il via alla nuova versione dell’Italicum. Con l’ok del Partito Democratico e di Forza Italia è stato, infatti, dato il via libera al 37% per il premio di maggioranza, alla delega al governo sui collegi e al cosiddetto Salva-Lega.

L’Italicum sembrerebbe penalizzare i piccoli partiti. E nella logica della formazione delle coalizioni, stando alle attuali intenzioni di voto degli italiani, il partito penalizzato è il Movimento 5 Stelle perché, secondo il nuovo decreto, chi vince potrà arrivare ad avere una rappresentanza pari al 55% dei parlamentari. Dal momento che il M5S non è intenzionato a coalizzarsi con altri partiti, ne consegue che il partito dei grillini alle prossime elezioni politiche potrebbe essere il primo in Italia senza poter avere però un numero sufficiente di parlamentari per governare.

In fin dei conti, Renzi e Berlusconi hanno studiato l’impostazione dell’Italicum in modo di far vincere alle urne uno tra i candidati del centrodestra o del centrosinistra lasciando fuori dalla competizione elettorale tutto il resto, M5S compreso.

Quali sono, nel dettaglio, le modifiche apportate al nuovo accordo Renzi – Berlusconi?

Andiamo per ordine:

1. Sale dal 35% al 37% la soglia minima per ottenere al primo turno il premio di maggioranza, mentre si riduce l’entità stessa del premio che potrà raggiungere al massimo il 15% dei seggi e, comunque, consentirà a una stessa coalizione di ottenere non più del 55% dei seggi totali in una camera;

2. Scende dal 5 al 4,5%, la soglia di sbarramento per i partiti che si presentano in coalizione, mentre rimane all’8% per le liste non coalizzate;

3. Le singole coalizioni, per essere considerate tali nella spartizione dei seggi, dovranno ottenere almeno il 12% dei voti;

4. La clausola salva-Lega prevede che i partiti che ottengono il 9% in almeno tre regioni rientrino comunque in parlamento.

5. E’ consentito a un singolo candidato di presentarsi in un numero limitato (3 o 4, il punto rimane da definire) di collegi, come chiesto dal Ncd di Angelino Alfano;

6. E’ stato fissato a 45 giorni il limite per la delega al governo per ridisegnare i collegi, pena il ritorno in parlamento.

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