Guardati le spalle, sei su Spotted!

Guardati le spalle, sei su Spotted!

“GIURISPRUDENZA (aula lettura filosofia del diritto) 

Ragazza che studiava vestita di nero con le clarcks marroni imbottita di raffreddore/allergia sei molto carina..ti va un caffè..ero seduto proprio davanti a te..con la maglietta bianca di hollister..se ci sei metti mi piace!

#2381″

(dalla pagina Spotted: “Sapienza”)

spotted university

Sembrerebbe un semplice messaggio lasciato in una bacheca annunci, e invece no. Cambiano gli strumenti e cambia anche il modo di approcciarsi. E anche se di mezzo c’è sempre una bacheca, questa volta è virtuale: una pagina web in cui, in totale anonimato, si postano annunci su persone “avvistate” o di cui si vorrebbe avere qualche informazione in più. Il fenomeno in questione è il cosiddetto Spotted, il trend che nel giro di qualche anno ha preso piede tra i giovani frequentatori del web.

Chi ha seguito il telefilm Gossip Girl, sa bene che la parola “spotted” (che significa avvistato) è l’incipit del monologo della blogger che racconta i pettegolezzi dei giovani rampanti dell’Upper East Side di Manhattan. Nella realtà, le bacheche virtuali dove vengono pubblicati gli spotted sono pagine Facebook (principalmente) di università, dove coloro che la frequentano possono dichiarare il proprio amore in totale anonimato oppure scrivere apprezzamenti o qualsiasi altra cosa su gente della stessa università. E se fino a qualche anno fa si sarebbe attesa la pausa fra un corso e l’altro per incontrarsi, magari davanti ai distributori, e attaccare discorso, oggi la diffusione dei social network ha offerto nuove occasioni per conoscere e interagire con i propri colleghi di facoltà o ateneo.

L’idea è nata nel 2010, quando Rich Martell, studente d’informatica dell’University College London, ha creato un sito dove lui e i suoi gli amici avrebbero potuto scrivere commenti sulle ragazze dell’Università anonimamente. In pochissimo tempo, il sito, chiamato FitFinder, è arrivato ad avere 250mila utenti, con un totale di 5 milioni di pagine visualizzate. Un “microblogging anonimo localizzato”, com’è stato definito dal suo fondatore, che ha avuto un effetto capillare tra gli agli studenti del campus ma non ha avuto lunga vita dato che dopo reclami e proteste è stato chiuso, dopo appena tre mesi dallo sbarco sul web.

Il fenomeno è riuscito comunque a sopravvivere e a raggiungere anche l’Italia dove la prima pagina Spotted è stata creata dagli studenti dell’Università La Sapienza di Roma che, in poche settimane, ha raccolto più di 2.500 like, continuando a espandersi e arrivando oggi a ben 19.852 fan!

Non a caso, la pagina Spotted de La sapienza, è quella (tra le italiane) che al momento conta più utenti, ma stanno avendo un gran successo anche quelle dell’Università dell’Insubria, di Trento, di Bologna, del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Salerno.

Insomma, nell’era del 2.0 è diventato social anche l’approccio all’Università (o meglio, a chi la frequenta!). E se durante la passeggiata nel campus della vostra università o la corsa per arrivare in tempo a lezione, vi sentirete osservate/i c’è un’alta possibilità che il giorno dopo verrete postati o citati in un qualche commento su Spotted…oppure che un maniaco psicopatico vi violenti! Occhi aperti!

Maria Antonietta Vadalà

https://noigiovani.it

Lascia un commento