Emergenza falso bio: in arrivo la piattaforma informatica per tracciare i prodotti biologici

Emergenza falso bio: in arrivo la piattaforma informatica per tracciare i prodotti biologici

Il mercato degli alimenti biologici è diventato ormai da anni molto proficuo e, come in ogni settore, si cerca di speculare per ottenere ancora più guadagno, non curandosi della salute dei consumatori.

prodotti biologici

Molte le truffe che spingono le aziende a camuffare i prodotti come biologici, la più recente è stata sventrata con l’operazione Green War, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pesaro e dalla Guardia di Finanza che ha portato al sequestro di 1500 tonnellate di mais provenienti dall’Ucraina e di 76 tonnellate di soia indiana lavorata, falsamente certificati come biologici.

L’operazione ha interessato cinque Regioni (Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Molise e Abruzzo) e ha portato a numerose perquisizioni a carico di operatori del settore dei prodotti da agricoltura biologica.

Secondo quanto rivelato, nel mais e nella soia erano presentiverosimilmente prodotti chimici vietati, destinati all’industria mangimistica per l’alimentazione zootecnica“.

Il disegno criminale è stato realizzato da società nazionali che importavano da Paesi terzi limitrofi all’Unione Europea (Moldavia e Ucraina) alimenti biologici contraffati, destinati in alcuni casi al comparto zootecnico, in altri, all’alimentazione umana. Soia, mais, grano tenero e lino falsamente certificati come “bio” che dovevano arrivare sulle nostre tavole, ma che in realtà non erano conformi alla normativa comunitaria e nazionale.
In alcuni casi, le produzioni agricole certificate come biologiche erano ottenute o con elevato contenuto di Organismi geneticamente modificati (Ogm) o erano contaminate da agenti chimici vietati nell’agricoltura biologica.

Queste società coinvolte nella frode avevano la gestione finanziaria e il controllo di aziende operanti in Moldavia e Ucraina e anche degli Organismi preposti alla certificazione dei prodotti. Per sottrarsi ai controlli e far arrivare gli alimenti contraffatti in Italia, le società provvedevano allo sdoganamento delle merci a Malta, presso una società gestita da personale italiano.

In un’occasione, i prodotti agricoli hanno viaggiato su gomma e sono transitati presso la dogana di Trieste-Fernetti.

Questa frode alimentare ha messo in luce le ormai note debolezze del settore, su cui è necessario intervenire al più presto: la scarsa efficacia degli Organismi di Controllo sul fronte delle importazioni e la mancata vigilanza alle frontiere da parte dell’Unione Europea sui prodotti importati da Paesi extra Ue, riconosciuti in equivalenza con le regole europee” ha detto Alessandro Triantafyllidis, presidente dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, AIAB.

Alla luce di quanto è emerso con questa frode alimentare è ormai sempre più evidente la necessità di una riforma del sistema di controllo, di una maggiore vigilanza da parte del Ministero e un impegno da parte dell’Unione Europea nel sorvegliare, efficacemente, le frontiere extra-UE“.

È diventata ormai un’emergenza rendere attivo quel sistema di controllo dei prodotti biologici lanciato da FederBio durante il Biofach di Norimberga. Il 15 febbraio 2013, infatti, il Presidente di FederBio, Paolo Carnemolla, ha firmato l’accordo con la software house austriaca Intact per la realizzazione in Italia delle prima piattaforma informatica internazionale per la tracciabilità dei prodotti biologici. La piattaforma dovrebbe essere operativa a luglio.

Si tratta di un sistema che può rendere più chiara e trasparente la provenienza delle materie prime e che si basa sul cosiddetto bilancio di massa, e cioè i prodotti che escono non possono esser superiori a quelli che entrano. Inoltre, la piattaforma internazionale per la tracciabilità delle produzioni e delle transazioni commerciali si collegherà alla banca dati, la Data Bio Bank, nella quale affluiscono attraverso censimenti diretti i dati e le informazioni sul biologico in Italia.

Questo sistema dovrebbe diventare a breve lo standard di fatto a livello europeo per garantire alimenti sicuri sulle tavole dei consumatori.

Margherita Torchia

https://noigiovani.it

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