Elezioni politiche 2013: “Che entrino i Clown”, titola l’Economist

Elezioni politiche 2013: “Che entrino i Clown”, titola l’Economist

Le elezioni politiche 2013 non sono solo un tema caldo nel “Bel Paese”, ma anche al di fuori dei confini. Le maggiori testate internazionali non hanno esitato a riportare ciò che sta succedendo in Italia sul piano politico: una tragicommedia all’italiana.

L’Economist, settimale britannico, ha dedicato copertina ed editoriale del numero che uscirà il 2 Marzo alle disastrose elezioni politiche.

Signore e signori, “Che entrino i Clown. Come Beppe Grillo e Silvio Berlusconi minacciano il futuro dell’Italia e dell’Euro” si legge sulla copertina, dove accanto all’immagine dei politici, non manca un’irriverente identikit dei due: il primo è considerato un neofita della politica, secondo cui “tutti i politici sono truffatori” e l’obiettivo è quello di sospendere i pagamenti del debito pubblico, mentre il secondo (e qui le battute incalzano) viene definito “primo ministro orizzontale”, di 76 anni (“esclusi i capelli”), il cui slogan è “venite a casa mia e portate un’amica” e il cui obiettivo è “rimanere fuori dal carcere”.

Quest’uscita fa seguito all’esternazione del leader della SPD tedesca candidato cancelliere Peer Steinbrueck, che aveva attaccato i risultati delle elezioni italiane dicendo che “in Italia hanno vinto due clown“.

Qual’è lo stato di animo di un italiano di fronte a questa copertina? Che emoziona può suscitargli?

Anche di fronte ad un’immagine siamo divisi: c’è chi prova rabbia, c’è chi la trova geniale e c’è chi aspetta l’editoriale dell’Econosmist per dare sentenza.
La rabbia di sicuro la proverà chi ha votato uno dei due “politici” in questione, o chi vorrebbe che in questo momento delicato si trattasse con più rispetto questa nazione frammentata. La rassegnazione appartiene a chi pensa che non ci sia via di uscita da questo calderone bollente.

Ma, in fondo in questa copertina qualche piccola verità c’è. Da un lato abbiamo un uomo che nasce come comico, diventa velocemente leader e garante di un movimento che raccoglie milioni di persone disgustate dalla condizione attuale mosse dalla voglia di ribellarsi alle logiche politiche ed economiche; dall’altro abbiamo un imprenditore che si è “fatto da solo” e sempre “da solo” è diventato il capo di uno dei più grandi partiti italiani. Un uomo che ha giocato con i poteri conferitegli per emanare e far passare leggi ad personam mentre, nel frattempo, impegnava buona parte delle sue giornate a organizzare banchetti nelle sue “corti”.

Forse chi vive qui, e vuole continuare a vivere, ha dimenticato il marciume degli ultimi venti anni facendosi abindolare dalle promesse dell’uno e dell’altro di turno. Ed è normale allora che un giudizio senza peli possa saltare fuori e far sobbalzare gli animi.

Esiste ancora qualcuno che possa prenderci sul serio? Esiste qualcuno che pensi agli italiani senza tirar fuori storie di tette e latin lover? Esiste qualcosa di veramente buono in questo paese, qualcosa da essere messa in risalto sulla copertina di un giornale, o sono sempre e solo speculazioni?

Il dato che ha destato la mia attenzione, legato ai risultati delle elezioni, è quello degli italiani all’estero, cioè di quelli che sono scappati e che si sono rifatti una vita altrove, dove pare che stiano bene e siano lontani da macchinazioni politiche ed economiche. Ebbene, gli italiani all’estero hanno proiettato quelli che sarebbero dovuto essere i nostri voti.

Noi che viviamo qui siamo riusciti a far “risorgere” Berlusconi da un “gabinetto” e a dare a Grillo un potere a cui neanche lontanamente vorrà dir di no, per cui è facile far passare un compromesso come un inciucio politico.

Signori e signore, fra poco la riscossione dei biglietti.

https://noigiovani.it

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