Dl Lavoro, il grande bluff del governo Letta

Dl Lavoro, il grande bluff del governo Letta

Hai un’età compresa tra i 19 e 29 anni? Sei disoccupato o inoccupato da almeno sei mesi? Non possiedi un diploma di scuola media superiore o professionale e vivi solo con una o più persone a carico?

Se la tua risposta a tutte queste domande è si, sei il tipo giusto per poter usufruire del super incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato del dl lavoro licenziato dal Governo Letta.

Dopo mesi e mesi di ponderamento, il Capo del Governo del Fare, insieme a Ministri del Fare con l’aiuto dei Saggi del Fare, ha partorito un pacchetto che punta in primis a “dare un colpo duro alla grandissima piaga della disoccupazione giovanile” attraverso lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro complessivi. Una scelta ammirevole, certo, quella di ripartire dalla lotta alla disoccupazione e di puntare sui giovani. Peccato che i fondi che si è deciso di erogare potrebbero coprire al massimo 200 mila persone la cui assunzione a tempo indeterminato verrebbe premiata con un incentivo di 650 euro al mese per dodici mesi.

Letta ha promesso l’assunzione in 18 mesi di 200 mila giovani, sicuramente una visione molto più realistica rispetto al milione di posti di lavoro che pochi mesi fa ha favoleggiato il Cavaliere, ma pur sempre riduttivo come approccio per contrastare il fenomeno della disoccupazione. Soprattutto se si pensa che, nel nostro Paese, si contano circa 4 milioni di disoccupati, compresi i cassintegrati senza speranza di tornare a lavoro e i giovani che non sono a scuola né a lavoro né dentro un percorso formativo.

L’impressione, con il nuovo decreto lavoro, è quella di veder assunti giovani a bassissimi livelli di qualificazione per lavori comunque necessari mentre rimarranno esclusi dall’assunzione a tempo indeterminato tutta la fascia degli over 30 che, invece di delinquere, hanno perso tempo (e denaro) a studiare per ottenere titoli su titoli, lauree su lauree, motivati dalla possibilità di assumere grandi posizioni in aziende, società, per poi ritrovarsi una vita di contratti a termine.

Neanche l’ombra, invece, di creare e introdurre forme di reddito garantito per evitare il ricatto della precarietà e aiutare i giovani a trovare un lavoro decente. Misure serie, forse troppo per il nostro Governo. Ma questo implicherebbe ben altre poste di bilancio che nessuno nella maggioranza delle larghe intese intende minimamente modificare.

M.V.

https://noigiovani.it

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