Cos’è e cosa prevede l’Italicum, la legge elettorale nata dall’accordo Renzi-Berlusconi

Cos’è e cosa prevede l’Italicum, la legge elettorale nata dall’accordo Renzi-Berlusconi

In questi giorni la politica italiana è alle prese con la riforma della legge elettorale vigente, il cosiddetto Porcellum, dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

cosa prevede l italicum

Le parti politiche stilano e ristilano bozze su bozze con la speranza di realizzare una possibile nuova legge elettorale per poter così tornare al più presto alle urne. Dopo giorni di “scervellamento”, è bastato un incontro per mettere pace agli animi, quello tra il neo eletto segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, da quale è nato Italicum, la nuova pseudo legge elettorale.

Rispetto al porcellum, la nuove legge ipotizzata da Pd e Fi prevede un sistema di ripartizione proporzionale per quel che concerne i seggi della Camera dei deputati, con un premio di sbarramento del 5% per i partiti che facciano parte di una coalizione, e dell’8% a quelli che invece si presentino singolarmente. Questo per evitare un’eccessiva parcellizzazione dei seggi stessi. Inoltre, verrebbero previsti il 20% dei seggi in più per quella coalizione che riesca a recepire almeno il 35% dei voti nazionali. Anche nell’Italicum, come nel porcellum, l’elettore non esprimerebbe la preferenza sui singoli candidati, ma sono previste le cosiddette liste “corte” o “bloccate”, ovvero con pochi nomi.

Alla legge elettorale si intreccia, poi, la questione delle riforme costituzionali. Resta in piedi la proposta dell’abolizione del Senato elettivo, con la fiducia che resterebbe prerogativa della sola Camera dei Deputati. Rilanciata anche una nuova riforma del Titolo V della Costituzione dopo quella del 2001, con una ulteriore ripartizione dei ruoli tra Regioni e Stato.

In poche parole, altro non è che la “bella” copia del già inqualificabile Porcellum: a conti fatti, il “nuovo” sistema di voto conserverà buona parte del vecchio modello Calderoli (liste bloccate e previsione e premio di maggioranza) aggiungendo un’ulteriore assurdità, quale il secondo turno di coalizione.

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