Coral Castle, l’amore che smuove le montagne!

Coral Castle, l’amore che smuove le montagne!

Un antico detto popolare recita: “l’amore, smuove le montagne”. Una visione romantica dell’amore, un sentimento così forte da superare qualsiasi ostacolo.

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Certo, sembrerebbe impossibile prenderlo alla lettera eppure nei primi anni del ’900 in Florida, precisamente ad Homestead, un piccolo grande uomo ha dato una singolare prova d’amore alla sua amata promessa sposa. Si tratta del geniale Edward Leedskalnin, piccolo, se giudicato in base alla sua statura di appena un metro e trentanove centimetri, ma grande per la sua tenacia, passione, tecnica, inventiva e, ahinoi, sfortuna!

Cos’ha fatto di speciale Leedskalnin? Beh, sembrerà assurdo ma è stato capace, da solo, di erigere un monumento di dimensioni così colossali spostando enormi blocchi di marmo, lavorandoli e assemblandoli fino a costruire un nido d’amore per una donna inseguita tutta la vita e mai avuta. Lei si chiamava Agnes Skuvst e aveva appena 16 anni. Lui, allora 26enne, convinto che si sarebbero sposati, aveva deciso di costruire per lei qualcosa di unico che il mondo intero avrebbe ammirato: un intero castello.

Non è nostra intenzione discutere o ipotizzare sul come abbia fatto. Questo, rimane infatti uno dei grandi misteri ancora irrisolti ed è paragonabile a quello che, ancora oggi, avvolge le famosissime piramidi egizie.

È invece un nostro preciso obbligo tramandare e divulgare presso le nuove giovani generazioni gesta tanto nobili ed estreme. Edward ha impiegato circa 30 anni per costruire la sua meraviglia, meglio conosciuta come Coral Castle. In questo lungo e doloroso periodo solo l’amore per la sua Agnes lo ha guidato e motivato. La vita però, come spesso succede, è crudele ed ingenerosa. Proprio il giorno delle nozze la sua amata decise di mollarlo senza spiegazione.

Edward, amareggiato e deluso per non aver conquistato con la sua grandiosa opera il cuore di Agnes, decise allora di convocare gli amici più stretti per rivelare loro il suo segreto costruttivo così da condividere almeno in parte il suo risultato con qualcuno. Ma destino volle che morisse all’improvviso proprio pochissimi giorni prima dell’appuntamento rivelatore. E come beffa ulteriore, la protagonista di tale dramma, raggiunta da conoscenti comuni, non volle nemmeno sapere nulla di tale opera e neanche dopo la morte dell’autore volle recarsi sul posto per visitarla. A distanza di quasi un secolo, però, ai posteri rimane ancora un posto magico da visitare, sede oggi di un parco giochi.

Questa breve ma intensa storia ci spinge a riflettere su quanto oggi siano sempre più rare le dichiarazioni d’amore e ancor di più quelle fuori dall’ordinario. Nell’era di Facebook e Twitter, si potrebbe facilmente etichettare come “pazzo” un uomo capace di compiere azioni del genere dedicando, anzi, tributando la propria vita ad un amore idealizzato. Ma i veri pazzi però, forse siamo anche noi che abbiamo sempre più paura di parlare, o meglio dimostrare alla persona di cui siamo innamorati ciò che realmente proviamo, mascherandoci dietro frasi poetiche inviate con un sms o limitandoci a post carini condivisi sulla pagina Facebook della donna amata.

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