Come è cambiata la fruizione della musica dagli anni novanta ad oggi

Come è cambiata la fruizione della musica dagli anni novanta ad oggi

 

Per la maggior parte di quei favolosi anni novanta (che tanto favolosi, in fondo, non erano!), bastava comprare un walkman Sony e andare in giro con le cuffiette per le vie della propria città, fieri e cazzutissimi, mentre una musicassetta girava nella propria tasca con le hits o il disco del momento.

Nel corso degli ultimi venti anni il modo di ascoltare la musica è cambiato molto. Prima di tutto, il concetto di supporto musicale è andato perso per sempre. Siamo passati da qualcosa di tangibile e palpabile, come una musicassetta o un compact disc, a una chiavetta Usb che contiene centinaia di file audio, mp3, wave e altro.

Nello stesso momento in cui sono cambiate le modalità di ascolto, anche l’ascoltatore ha mutato pelle e orecchi.
Negli anni novanta, ad esempio, sentire musica era un modo di essere, di esprimersi e di vivere la propria adolescenza. Ti influenzava in tutto: dalla scelta dei vestiti al taglio dei capelli. Tutti ricordano il “grunge”, lo stile Kurt Cobain (il compianto leader dei Nirvana!) o quello dei nostalgici metallari, surclassato, pochi anni dopo, dal revival del punk e del rock anni settanta. Una decade, quella della fine anni novanta, segnata dai lettori cd e dalle pile e pile di dischetti accumulati nelle proprie stanze. E’ il periodo in cui hanno fatto la loro comparsa i primi computer dotati di masterizzatore; è il periodo in cui qualcosa è iniziato a cambiare davvero.

Un lento, ma costante, processo che dal cd ha portato al file compresso (mp3 e altro) ed è arrivato al presente, fatto di musica smerciata direttamente sul web. Download, torrent, youtube. E poi ovviamente iPod e smartphone di ultima generazione.

Oggi non si aspetta più il disco davanti al negozio per poterlo ascoltare prima di tutti. Perchè il disco non esiste. Viene fatto circolare settimane prima su internet, tramite torrent. Questa pratica, se da una parte ha dato la possibilità a chiunque di poter ascoltare musica in modo gratuito e veloce, da un’ altra ha distrutto tutta la poesia del primo ascolto, di quel feticcio musicale costituito dal disco, dalla “cassetta” e dal cd. Il supporto fisico che aveva una sua consistenza, un suo colore e anche un odore, ha lasciato il posto all’inconsistente “file di informazione” costituito dalla cartella compressa che si trova nei download del nostro pc.

Chi salverà la musica? E soprattutto la musica, come disse Bob Dylan, ha davvero bisogno di essere salvata e tutelata?

 

Dario Greco

https://noigiovani.it

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