Capodanno 2013: anno nuovo, riti vecchi

Capodanno 2013: anno nuovo, riti vecchi

In famiglia, tra amici o al ristorante, programmato da tempo o organizzato all’ultimo minuto, il cenone di Capodanno si svolge sempre e comunque nell’euforia più generale. Fare baldoria è d’obbligo in questa occasione, perchè se ci si fermasse un attimo per fare un bilancio dell’anno trascorso, si potrebbe correre il rischio di implodere e morire per autocombustione. Al bando quindi ogni negatività, ci si arricchisce di una carica emotiva positiva che si spera ci guidi per il resto del nuovo anno.
Nella lunga notte, per aiutare la buona sorte a manifestarsi, non possono mancare dei piccoli riti propiziatori per iniziare al meglio il 2013.
Per scongiurare la sfiga da dove cominciare se non dalla tavola? La tavola si veste di simboli e il piatto per eccellenza di questa festa è lo zampone, perchè il maiale rappresenta un cibo benaugurale simbolo di abbondanza, accompagnato dalle tradizionali lenticchie, simbolo del denaro che entra in casa, perché simili a piccole monete. Per aumentare la prosperita economica, il rituale prevede di bruciare anche una banconota
assieme a tre lenticchie in un posacenere. In tempo di crisi, però, sarà difficile trovare qualcuno disposto a bruciare almeno 5 euro.
Altro elemento fondamentale del cenone dovrà essere la frutta secca, simbolo di prosperità: in Francia la tradizione ne esige 13 tipi diversi, da noi ne bastano 7: noci, nocciole, arachidi, zibibbo, mandorle, fichi, datteri. Altri potenti talismani della fortuna sono i peperoncini rossi, il loro effetto scaramantico è legato al colore associato al loro fuoco interno, e alla forma appuntita capace di lacerare, smontare e distruggere il cosiddetto “ malocchio”.

Allo scoccare della mezzanotte, brindare al nuovo anno e scagliare nel fuoco o a terra il bicchiere con cui si sta brindando. In alcune regioni si usa persino lanciare i piatti e bicchieri dalla finestra. Si tratta di un rito che ha valore di purificazione e di eliminazione dei mali fisici e morali. E ancora botti e fuochi d’artificio: i primi simboleggiano l’uccisione del vecchio a favore del nuovo, così come anche accendere un falò ha il significato simbolico di bruciare il vecchio anno per illuminare quello nuovo in segno di speranza.
I fuochi hanno il compito di mettere in fuga gli spiriti maligni.

Un’altra tradizione, ancora molto seguita, è quella appendere dei rametti di vischio sulle porte delle abitazioni in segno di buona fortuna. La tradizione ci è stata tramandata dai Druidi che la ritenevano in grado di scacciare gli spiriti cattivi dalla casa, mentre i celti credevano che il vischio fosse un guaritore per eccellenza e che una bevanda particolare composta da questa pianta fosse un potente elisir contro la sterilità.
Anche baciarsi sotto il vischio è segno di buona fortuna. Una leggenda infatti lega questo arboscello agli innamorati: si narra che un Troll libidinoso di notte si aggirasse per le case degli umani a baciare tutte le donne addormentate, fino a che una notte la sua preda fu la moglie di un potente mago il quale accortosi del misfatto lo imprigionò nelle bacche appiccicose del vischio. Per indispettirlo maggiormente appese il vischio fuori dalla porta e chiamò tutte le coppie innamorate del paese a baciarsi davanti al folletto imprigionato
nella bacca… regalare quindi il vischio significa un amore vero che rimanga intenso di desiderio come quello del “folle Troll baciatore”.

In ultimo, ma non per ordine di importanza, indossare qualcosa di rosso, perchè il rosso è il colore della vita, della passione e del rinnovamento. Consuetudine è diventata indossare lingerie rossa nuova, perchè è ampiamente risaputo che chi non S**** a Capodanno, non S**** tutto l’anno.

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