Beatrice Lorenzin è il nuovo ministro della Salute. Ma con quali competenze?

Beatrice Lorenzin è il nuovo ministro della Salute. Ma con quali competenze?

Dopo una lunga attesa, ieri si è sciolta definitivamente la riserva sul Governa Letta. Tra i ministri che lo compongono spiccano nomi di rilievo sì, ma anche nomi sentiti già nelle precedenti legislature e nomi, ahinoi, che sarebbe stato meglio non far rientrare in un governo che dovrebbe far recuperare credibilità a un intero Paese.

Beatrice Lorenzin

A parte i soliti noti, come Angelino Alfano, “eletto” vicepremier e ministro dell’interno, a destare particolare attenzione e perplessità l’incarico al Ministero della Salute affidato a Beatrice Lorenzin, giovane “speranza” del partito di Silvio Berlusconi (che caso!). Cercando informazioni su di lei, sulle sue competenze e sulle esperienze precedenti, si riesce a trovare ben poco di concreto. Soprattutto nel settore che le è stato affidato. Il curriculum della neo ministra, infatti, risulta piuttosto insolito, per essere a capo di uno dei dicasteri più importanti e delicati: fa parte del Pdl, ha 42 anni e un diploma classico; è soprannominata la Meg Ryan di Roma e nel corso degli anni ha ricoperto vari incarichi all’interno del partito del Cavaliere, ma mai nessuno che riguardasse anche solo casualmente il campo socio – sanitario.

A questo punto, sorgono tante domande. Ad esempio, qual è la preparazione necessaria per guidare un ministero specialistico come quello della salute?

Dunque, su Wikipedia si legge: “Il Ministero della Salute è l’organo centrale del Servizio Sanitario Nazionale, cui sono attribuite le funzioni spettanti allo Stato in materia di tutela della salute umana, di coordinamento del Sistema sanitario nazionale, di sanità veterinaria, di tutela della salute nei luoghi di lavoro, di igiene e sicurezza degli alimenti […] Rappresenta l’elemento di raccordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS o anche WHO e con l’Agenzia europea per i medicinali – EMEA”.

Ora, tralasciando la mancata laurea, quello che ha scatenato polemiche e che preme forti dubbi è il fatto che la Lorenzin non abbia alcuna esperienza del complesso settore che deve amministrare. Particolare, questo, non di poco conto se si pensa che avrà tra le mani un incarico che non solo ha un peso economico enorme (il Fondo sanitario nazionale è di circa 110 miliardi di euro ndr) e numerose criticità, ma che richiederebbe anche un “minimo” di esperienza e di competenza.

Nei precedenti governi, se non altro, alla Salute ci sono sempre stati personaggi con una forte formazione politico-amministrativa oppure con una preparazione “tecnica” abbastanza solida, quali Veronesi, Sirchia, Fazio e Balduzzi.

Quella di Enrico Letta è stata una scelta che lascia perplessi, soprattutto se si pensa che il suo doveva essere un esecutivo basato sulle competenze degli incarichi. E preoccupa, perché la Lorenzin si trova a capo di un ministero chiave e dovrà circondarsi di bravi consiglieri e di esperti dal momento che il suo lavoro al dicastero della Salute riguarda direttamente la vita di tutti i cittadini.

Certo, potrebbe anche accadere che la neo ministra si dimostrerà più brava rispetto a chi l’ha preceduta, nonostante le sue uniche competenze riguardano mansioni di segreteria e coordinamento, a livello nazionale e regionale, per gli esponenti del partito di cui fa parte.

Non resta che aspettare e sperare che, d’ora in avanti, non ci accada nulla di così brutto da costringerci ad aver a che fare con le manovre che attuerà il prossimo Ministero della Sanità.

Maria Antonietta Vadalà

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