Augusta: concentrato di sole e di mare, di tradizione e cultura

Augusta: concentrato di sole e di mare, di tradizione e cultura

Augusta, comune della provincia di Siracusa (Sicilia), fu fondata nel 1232 da Federico II di Svevia che le attribuì il nome dal suo titolo imperiale di “Augusto”.

Augusta

Il mar Ionio che bagna Augusta fa da pittore ad uno scenario paesaggistico straordinario: il suo centro storico sorge su un’isola ottenuta dal taglio di una lingua di terra, ancorata alla terraferma da due ponti: uno più antico, nato insieme alla città, Porta Spagnola, e l’altro di recente costruzione, il viadotto di Federico II di Svevia.

Augusta, tra beni monumentali e naturali, presenta zone che testimoniano differenti periodi storici e diversi stili architettonici: dal barocco al Liberty. A sud sorge la zona più moderna, in buona parte residenziale, e a nord la zona più antica, colma di strade tipicamente medievali.

Per esplorare il centro storico si può partire dal Castello Svevo che, imponente, domina la città. Il Castello è una grande fortezza che, voluta dall’imperatore Federico II di Svevia, risale probabilmente alla data in cui venne eretta la città e venne costruito per necessità difensive del porto e del retroterra.

Oggi, nonostante il Castello non si trovi in un ottimo stato di conservazione, continua a sprigionare la sua grandiosità, rimanendo il simbolo della città. Costruito probabilmente su un preesistente rudere di torre di avvistamento di età normanna, originariamente doveva essere dotato di quattro torri quadrate sui vertici della fortificazione, e altre quattro torri poligonali nei lati rimanenti, ma oggi possiamo ammirare soltanto una di queste torri poligonali, anche perché nel corso degli anni subì diverse trasformazioni e manomissioni; fu destinato anche a carcere fino al 1978.

Le costruzioni difensive che ospita la città sono anche il Forte Garcia, il Forte Vittoria e il Forte Avalos, tutti risalenti al 1500.

Il Forte Grecia e il Forte Vittoria si ergono su due isolette, che affiorano nelle vicinanze dell’area dell’idroscalo e del Parco dell’Hangar. Le due fortezze prendono i nomi della consorte e del Vicerè spagnolo, Don Garcia de Toledo, che li fece costruire nel 1567 a completamento delle opere di fortificazione per la difesa del porto. In seguito furono utilizzati come galere, lazzaretti, ospedali e infine sono stati adibiti a magazzini e polveriere.

Il Forte Avalos sorge nella punta più meridionale della città acquisendo una posizione strategica. Fu edificato circa tre anni dopo gli altri due, con la stessa funzione di dotare la città di un adeguato sistema difensivo contro i continui attacchi dei pirati saraceni. La torre prende il nome dal marchese di Pescara che succedette al Vicerè Don Garzia de Toledo.

Tutt’oggi si presentano come esempi di architettura militare che testimoniano la grandezza e l’importanza strategica di Augusta ma sono stati lasciati in un pietoso stato di abbandono. Pezzi di storia che se restaurati potrebbero essere un’attrazione di indubbio valore turistico!

Ad Augusta vale la pena di vedere anche la Porta Spagnola, monumento storico risalente del 1681, testimonianza del trecentenario dominio spagnolo in Sicilia, avvenuto dal 1412 al 1713. Rappresentava l’ingresso principale alla città a cui si arrivava tramite due ponti levatoi, installati dopo il taglio dell’istmo voluto per ragioni di sicurezza militare e per evitare gli attacchi da nord. La Porta presenta alla sommità uno stemma di notevole pregio: due grifoni rampanti sorreggono una cornice con la corona di Carlo II di Spagna.

Nel riquadro bordato dal Toson d’Oro è scolpito lo stemma del Viceré D. Francesco Benavides. Sulla parte frontale della porta si erge un’iscrizione marmorea che testimonia l’importanza strategica del porto di Augusta. Il monumento, restaurato più volte nel corso dei secoli, e soprattutto a seguito dei danneggiamenti subiti per il terremoto del 1900, permette oggi di ammirarlo in tutta il suo splendore solo nella sua parte superiore.

Tra gli edifici di culto più belli da visitare ad Augusta, rientra certamente la chiesa madre, dedicata a Santa Maria Assunta, che è la principale della città e che si trova in piazza Duomo. La chiesa attuale è quella ricostruita sulle rovine di un edificio già esistente crollato durante il terremoto del 1693. Sull’ingresso principale si apre la finestra della cantoria. La cella campanaria è composta da tre piccole aperture con balconcini in ferro battuto, opera di un artigiano locale. Un timpano con cornice e dentellatura chiude la parte superiore dell’edificio. L’interno è a croce latina, suddiviso in tre navate con volta a botte, e custodisce numerose opere d’arte di grande pregio, altari preziosi, la cappella del Sacramento e la cappella del Crocifisso, antichi confessionali di elegante nota e un organo con cantoria, probabilmente risalente al XVIII secolo.

Da non perdere anche la Chiesa consacrata alle “Anime Sante del Purgatorio”, che è il principale monumento sacro che si rispecchia di più nello stile barocco settecentesco. Questa chiesa, ubicata tra le Vie Principe Umberto e Via Garibaldi e costruita nella prima metà del 700, sarebbe stata progettata dal celebre architetto messinese Filippo Juvara. Anche questa chiesa è stata danneggiata dal terremoto del 1990, per cui è stata riaperta ultimamente dopo un restauro durato diversi anni. La facciata della chiesa, seppur presentando uno stile barocco piuttosto semplice, si presenta ugualmente pittoresca con la sua forma convessa che dona ai due ordini della facciata una lieve sensazione di movimento.

La chiesa di San Domenico, dedicata al santo patrono di Augusta, sorge sull’omonima piazza. La facciata in stile neoclassico si presenta con al centro un portale d’ingresso arcuato, delimitato da due ordini di colonne sormontate da capitelli in stile corinzio. L’ordine superiore mostra al centro un’apertura posta fra due nicchie sovrastate da un grande timpano a forma triangolare. Accanto all’edificio spicca un’imponente torre campanaria a pianta quadrata. All’interno, la chiesa presenta una struttura a un’unica navata con effetti di colore verde acqua che danno uno splendido gioco di luce.

Accostata alla Chiesa di San Domenico vi è una struttura che fino al secolo scorso ha ospitato un convento di padri domenicani. A seguito del terremoto del 1990 la chiesa fu gravemente danneggiata, con perdita di decorazioni e solo recentemente è stata ristrutturata.

Le testimonianze storiche più antiche sono però quelle archeologiche raccolte nell’interessante sito di Megara Hyblaea, all’interno del golfo su cui si affaccia la città. Il sito archeologico si trova in una posizione un tempo meravigliosa: si affaccia con tutta la sua storia direttamente sul mare. Gli scavi si sono protratti fino al 1891 con lo scopo di riportare alla luce la parte nord-occidentale della città, contenente circa un migliaio di tombe. Numerosi resti archeologici sono tuttora visibili sul posto, quali l’agorà con i resti di due portici, i bagni ellenistici, l’heroon, i resti delle mura di cinta, i resti di un tempio ellenistico, le fondamenta di un tempio arcaico, il pritaneo, i resti di decine di case.

Megara Hyblaea non rispecchia per i grandi monumenti ma per piccole case, botteghe e viuzze che permettono di comprendere come era la vita dei primi, poveri, coloni.

Ma i visitatori amano Augusta soprattutto per il paesaggio mediterraneo, per le calette selvagge e per le spiagge ospitali che costellano il litorale. Questo concentrato di sole e di mare, di tradizione e cultura che scorre lungo i secoli rende meraviglioso passeggiare tra la natura o sdraiarsi su una roccia calda, accarezzati dal sole. La ricchezza sobria e naturale di Augusta è resa effervescente dalle iniziative culturali, le celebrazioni religiose e gli appuntamenti ludici all’insegna del divertimento e della buona cucina, le quali ogni anno attirano centinaia di visitatori.

Tra le occasioni imperdibili ci sono la festa del Santo Patrono (la settimana che precede il 24 Maggio), la Settimana Santa di Augusta, la festa del Patriarca San Giuseppe (la terza domenica dopo Pasqua) e la Festa del Sacro Cuore (l’ultima domenica di Giugno).

La gastronomia di Augusta è alquanto caratteristica: i piatti tipici locali sono i broccoli affogati, la cotognata, le sarde a beccafico, la pasta con le acciughe e pangrattato, la cassatela di ricotta, il limoncello, i “cudduri” di Pasqua, la parmigiana di melanzane, i cannoli di ricotta e gli arancini.

Anche se poco conosciuta, Augusta merita di essere visitata non solo per le sue bellezze naturali e architettoniche, ma anche perchè, nonostante il nome che evoca ad una vita di corte fredda, è una città ridente e ospitale.

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