Approvato il Decreto del Fare: ma in cosa consiste?

Approvato il Decreto del Fare: ma in cosa consiste?

Negli ultimi giorni, si è sentito molto parlare del “Decreto del fare”, il provvedimento con il quale il governo Letta tenta di levarsi di dosso la reputazione di esecutivo troppo lento e incline alle polemiche interne. Fondamentalmente si tratta di uno di quei decreti che, come ogni anno, il Governo in carica emana per cambiare tasse e regole e far fronte, così, ai costi del Belpaese.

In realtà, quello proposto da Enrico Letta, altro non è che la “bella copia” di quello che Mario Monti aveva presentato lo scorso anno come decreto “Salva Italia”. Bella copia solo perché sembra essere un attimo più leggero del precedente. Infatti, mentre con Monti c’è stata una carrellata di brutte notizie, pare che in quest’ultima disposizione ce ne siano anche di buone.

Il decreto “del fare” non contiene provvedimenti drastici, ma tanti piccoli interventi (80 le misure) che dovrebbero stimolare l’economia. Tra questi:

Imu: al 99% tornerà anche sulla prima casa, nonostante la fazione di destra del Governo vi si oppone. La speranza è che possa tonare solo sulle abitazioni di un certo pregio o che, una volta reintrodotta, sia più bassa rispetto a prima. In poche parole, il rinvio è servito solo a prendere tempo in quanto i cittadini, a meno che non aumenti l’Iva, dovranno pagarla;

Iva: per recuperare le risorse utili a coprire il mancato introito dell’Imu, il Governo intende aumentare l’Iva (che attualmente è al 21%) di un punto percentuale. E dal momento che nel nostro Paese si consuma sempre meno, si rischia di conseguenza un ulteriore riduzione dei consumi e quindi degli introiti dello stato. Questo è il motivo che ha portato a rinviare di qualche mese o innalzamento solo di mezzo punto (portandola al 21,5%). La cosa certa è che aumenterà. Ma solo se arrivasse al 22% si potrebbe evitare la reintroduzione dell’Imu su tutte le case;

Bollette: la tassazione sulle bollette verrà rivista, dato che si pagano più tasse che il reale consumo, verrà rivista con il taglio dei contributi Cip 6. Secondo il Ministro Zanonato gli italiani pagheranno un po’ meno rispetto a quanto fatto oggi, per un totale di 500 milioni di euro in meno all’anno. D’altro canto, però, sono previsti nuovi aumenti alle pompe di benzina. Le ultime novità riguardano, infatti, le coperture del Dl che prevedono anche un mini aumento dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e gasolio da carburante. Come e quanto lo deciderà l’Agenzia delle entrate;

Credito alle imprese: verranno erogati dei fondi per investimenti in innovazione per le aziende italiane con un tetto massimo di 2 milioni a testa e si cercherà anche di versare quei crediti che le aziende vantano da anni nei confronti dello Stato, rimasti finora congelati a causa della mancanza di liquidità. Verrà, inoltre, istituito il Fondo Centrale di Garanzia per elargire piccoli crediti alle imprese che non riescono ad ottenere finanziamenti dalle banche;

Equitalia: il Governo interviene poi sui poteri di Equitalia, i quali verranno ridotti fino all’impossibilità di pignorare le prime case. Equitalia manterrà le garanzie e la prelazione nell’incasso del credito, ma non potrà più far suo l’immobile, con l’eccezione di ville, castelli e case signorili. Respirerà anche chi non riesce a pagare il mutuo: prima di decadere dal piano di dilazione, lo Stato concede 5 mesi di tempo (e non solo 2 come è stato fino a oggi);

Piccole opere: verranno elargiti un miliardo e 300 milioni di euro per ammodernare le ferrovie, per la messa in sicurezza delle scuole e di altri edifici comunali. Il governo mette, così, in campo finanziamenti attingendo dagli investimenti per Tav e Ponte sullo Stretto;

Uffici Pubblici: istituito il risarcimento danni per un cittadino quando ci sono dei ritardi della pubblica amministrazione nel completare le procedure burocratiche. La sanzione sarà di 50 euro al giorno per un massimo di 4 mila euro

Certificati Medici: non saranno più obbligatori per le categorie di lavoratori che oggi li richiedono. Viene creata l’Anagrafe nazionale degli assistiti (Ana), che dovrà monitorare le prestazioni erogate dalle Asl. Via il libretto sanitario personale, le informazioni saranno online;

Ius soli: compiuti i 18 anni, un figlio di genitori immigrati acquisirà la cittadinanza italiana se dimostrerà di essere stato sempre residente in Italia con i certificati scolastici, medici e tutta la documentazione possibile;

Controlli sul lavoro: meno controlli e più flessibili per le attività a basso rischio. Semplificazione per i certificati di inizio attività e regole nuove per le bonifiche.

Insomma, nonostante ci sia qualche cambiamento, non c’è la sicurezza che così facendo si riuscirà a rendere più vivibile il Belpaese. L’impressione è che così facendo il governo stia cercando soluzioni ruotando intorno al problema: l’Imu e l’Iva, rappresentano spese importanti per gli italiani ma se ci fosse un lavoro solido alle spalle, sicuramente sostenere queste spese sarebbe più semplice.

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