5 anni dopo la morte di David Foster Wallace, esce in libreria Di carne e di nulla

5 anni dopo la morte di David Foster Wallace, esce in libreria Di carne e di nulla

Sono trascorsi ben 5 anni dalla scomparsa prematura di uno degli scrittori più formidabili della letteratura contemporanea David Foster Wallace. Era il 12 settembre dei 2008 quando la moglie, Karen Green, lo trovò impiccato nel patio di casa a Claremont, in California. E oggi, per celebrare lo scrittore esce in libreria Di carne e di nulla, volume che raccoglie tutta sua la non-fiction inedita.

DFW è divenuto autore di culto nel 1996 con il romanzo Infinite Jest, il secondo dei suoi tre romanzi. Ha pubblicato una serie di raccolte come La ragazza con i capelli strani, Brevi interviste con uomini schifosi e Questa è l’acqua, giusto per citarne qualcuno. Nella sua breve carriera, ha scritto anche una miriade di pezzi di non fiction, spesso su commissione. Wallace era tra quei pochissimi autori capaci di trasformare un pezzo di non fiction – magari su commissione – in un esempio di letteratura. È quello che succede quando il talento per la scrittura incontra un’intelligenza fuori dalla media, una sensibilità per l’umano così spiccata da diventare sensitività, la capacità strabiliante di posare sulle cose, dalle più microscopiche alle più banali, uno sguardo che è sempre più acuto, più profondo, più lucido, più ampio, più a fuoco del nostro. Uno sguardo che insieme descrive perfettamente la realtà e la trasfigura, per restituircene il senso. È quello che succede, anche, in questo libro.

In Di carne e di nulla ci si imbatte in riflessioni sull’arte e il suo ruolo nel mondo di fine millennio, in considerazioni sul cinema e note di costume. Nelle pagine di questo corposo volume si trovano importanti interviste, tra le quali quella rilasciata al noto critico Larry McCaffery nonché un’esilarante conversazione con il grande regista Gus Van Sant. Un’altra occasione per confrontarsi con il talento ineguagliabile di DFW, e per conoscere nuovi dettagli del suo modo di intendere la letteratura e di ridisegnarne i confini.

«Se siamo gli unici animali a sapere in anticipo che moriremo, siamo anche probabilmente gli unici animali a sottometterci tanto allegramente alla prolungata negazione di questa verità importantissima e innegabile. Il pericolo è che, mano a mano che nell’intrattenimento le negazioni della verità diventano sempre piú efficaci, pervasive e seducenti, finiremo col dimenticare che cosa negano. È spaventoso. Perché a me sembra cristallino che, se dimentichiamo come morire, finiremo col dimenticare come vivere». David Foster Wallace, «Futuri narrativi e i Vistosamente Giovani», in Di carne e di nulla.

https://noigiovani.it

Lascia un commento