1° Dicembre – Giornata Mondiale contro l’AIDS

1° Dicembre – Giornata Mondiale contro l’AIDS

Giornata Mondiale contro l'AidsRiportata per la prima volta in letteratura nel 1981, la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, altrimenti nota come Aids (Acquired Immune Deficiency Syndrome), rappresenta lo stadio clinico terminale dell’infezione da parte del virus dell’immunodeficienza umana (Hiv, Human Immunodeficiency Virus).
Dal 1988, il 1° Dicembre è la Giornata mondiale contro l’AIDS, ed è dedicata ad accrescere la conoscenza e la prevenzione su questa sindrome.
Dal 2010 i dati, elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità, sulla sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV sono disponibili per tutte le regioni italiane. Nel periodo 1985-2011, sono state riportate 52.629 nuove diagnosi di infezione da HIV. L’incidenza delle nuove diagnosi ha visto un picco di segnalazioni nel 1987, per poi diminuire fino al 1998 e stabilizzarsi successivamente.
La Lega Italiana Per La Lotta Contro l’ADIS (LILA) spiega che “Per la prima volta, a trent’anni della comparsa dell’Hiv, abbiamo dati sufficientemente certi sulla dimensione dell’epidemia in Italia e del suo andamento. Viene confermata la stima di circa 4mila nuove infezioni l’anno (la cifra data è minore ma probabilmente sottostimata, come afferma lo stesso Istituto Superiore di Sanità), con 5,8 nuovi casi di positività all’Hiv ogni 100.000 residenti (ma in diverse regioni sono oltre 8). L’Italia si conferma quindi un paese a incidenza medio-alta, con tutte le necessità di prevenzione che questo dato comporta.
Pur mantendendo un andamento sostanzialmente stabile, il contagio risulta in aumento a Bolzano, Sassari, Valle d’Aosta, in Umbria e Sicilia, mentre si registra una diminuzione nel Lazio,Piemonte, Emilia-Romagna, Marche, Trento. Nel 2011 l’incidenza più bassa è stata osservata in Calabria.
Le diagnosi tardive e la modalità di infezione costituiscono le principali criticità, e sono entrambe legate alla qualità dell’informazione e dei servizi rivolti alle persone.
Per LILA diagnosi tardiva “non significa solo “non aver fatto il test”. Significa scarsa o errata percezione del rischio, e quindi mancata prevenzione, significa avere informazioni insufficienti su una patologia che può essere evitata semplicemente: con l’uso del preservativo. Ricordiamo che la stragrande maggioranza delle nuove diagnosi di Hiv, che sfiora l’80 per cento, è dovuta a rapporti sessuali, sia omo che etero (rispettivamente 33,2 e 45,6 per cento).”
Negli anni si osserva un aumento dell’età mediana alla diagnosi, nonché un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce la proporzione di tossicodipendenti ma aumentano i casi attribuibili a trasmissione sessuale.
Il virus HIV si trasmette in tre modi per via ematica, via materno-fetale e via sessuale.
Il virus non si trasmette attraverso:
- strette di mano, abbracci, vestiti
- baci, saliva, morsi, graffi, tosse, lacrime, sudore, muco, urina e feci
- bicchieri, posate, piatti, sanitari, asciugamani e lenzuola
- punture di insetti.
Il virus non si trasmette frequentando:
- palestre, piscine, docce, saune e gabinetti
- scuole, asili e luoghi di lavoro
- ristoranti, bar, cinema e locali pubblici
- mezzi di trasporto.
Nei Paesi occidentali buona parte dei successi ottenuti nel ridurre l’AIDS sono in gran parte dovuti ai risultati dalla ricerca scientifica che ha consentito di individuare farmaci dotati di potente attività antivirale, ma basterebbero poche e semplici precauzioni per ridurre, o addirittura annullare, il rischio di infezione da HIV.

Sarà, inoltre, attivato il Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) a disposizione dei cittadini e dei pazienti per fornire indicazioni inerenti ai centri diagnostico-clinici e alle Organizzazioni non governative che si occupano HIV, AIDS e IST presenti sul territorio nazionale.
Il numero verde è 800.861.061. Il servizio partirà dalle ore 10.00 alle ore 18.00 e sarà disponibile in quattro lingue (Italiano, Inglese, Francese e Portoghese).

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