Torino, la Basilica di Superga

Torino, la Basilica di Superga

superga_01La Basilica di Superga è conosciuta da tutti i torinesi, si impone da una delle colline più alte della città, è visibile da ogni parte di Torino ed è stata luogo, purtroppo, di una delle più grandi stragi che il traffico aereo e il mondo sportivo abbiano mai conosciuto: lo schianto del Grande Torino. Oggi il sito è visitabile con un tour guidato,che illustra le bellezze che questo luogo nasconde. Oltre a custodire le spoglie dei Re  Vittorio Emanuele I di Savoia (1759-1824),Vittorio Amedeo III di Savoia (1726-1796), Carlo Alberto di Savoia (1798-1849), si trovano all’ interno della Basilica anche le reliquie delle Regine consorti, di vari Duchi della casata, dei figli deceduti prematuramente e la tomba di Amedeo Ferdinando Maria di Savoia, Re di Spagna dal 1870 al 1873, figlio del primo Re d’ Italia, Vittorio Emanuele II, capostipite del ramo dei Savoia-Aosta. A Superga non ci sono le spoglie dei primi due re d’ Italia (Umberto I e suo padre), che invece sono conservate a Roma, e degli ultimi due, Vittorio Emanuele III (sepolto ad Alessandria D’Egitto), ed Umberto II (che riposa ad Altacomba in Savoia francese)  ed è per questo motivo che il centro della cripta è ancora occupata da Carlo Alberto: infatti la tomba centrale era destinata  all’ ultimo Re, ma essendosi compiuta l’ unità nazionale, il trono di Re di Sardegna si è estinto, e quindi rimasto occupato dall’ ultimo regnate, per l’ appunto Carlo Alberto. Nel 1731 venne inaugurata la basilica. Le dimensioni della chiesa risultano imponenti: la lunghezza è di 51 m. mentre la cupola risulta alta 75 m. Queste caratteristiche combinate all’altezza del colle (672 m) la rendono visibile anche da distanze lontane ed in primo luogo da Torino. Allo stesso modo dal colle si ha un vasto panorama della città e delle Alpi. La basilica in sé è un “organismo architettonico” che si articola attorno a una chiesa dalla pianta circolare, sormontata da una grande cupola di gusto barocco, preceduta da un pronao sorretto da otto colonne corinzie di ispirazione classica (Pantheon di Roma). Tale influenza si nota anche nell’impostazione a pianta centrale. Ai lati del corpo centrale si elevano due campanili, nei quali è possibile riscontrare l’influenza del Borromini. L’interno, di pianta a croce greca, è decorato da lucenti sculture eseguite dai fratelli Filippo ed Ignazio Collino.

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