Shopping in tempo di crisi: Swapping, abiti nuovi senza spendere un euro

Shopping in tempo di crisi: Swapping, abiti nuovi senza spendere un euro

“Per quella camicia ti do la mia giacca!”. Sì, perché oggi c’è un modo nuovo e sicuramente più economico per poter sfoggiare abiti nuovi ogni giorno: lo Swapping!

cos'è swapping

Il sistema viene dagli Stati Uniti e ha già contagiato migliaia di giovani. Il principio è lo stesso che usano i bambini per la raccolta delle figurine: ne do una a te se tu ne dai una a me. Solo che, invece dei volti dei calciatori, ci sono maglie, pantaloni, scarpe, giacche firmate, perfino costumi e biancheria. Un mercato del baratto dove c’è proprio tutto: dall’abito griffato, scontatissimo e già testato, alla felpa “poco usata” o al paio di jeans “nuovi mai indossati perché ho sbagliato la taglia”.

Cos’è esattamente?

Lo Swapping riprende l’antica tecnica del baratto e consiste nell’offrire i propri capi d’abbigliamento, accessori o oggetti a compagni di swap, che ricambiano con la stessa moneta. Si sa, l’erba del vicino è sempre più verde e quello che per voi non è altro che un usurato maglioncino da mettere per le pulizie di primavera potrebbe fare la felicità di una vostra amica che magari ha girato in lungo e in largo per trovare lo stesso modello senza mai riuscirci. Un modo semplice, rapido e divertente per rinnovare il proprio guardaroba senza spendere un centesimo e la possibilità di spaziare tra gusti e generi diversi dimenticando per una volta il solito negozio lowcost dove ormai sembra servirsi tutta la popolazione femminile.

A lanciare lo Swapping per prima è stata l’America, seguita dall’Inghilterra e dalla Svezia. Ma anche l’Europa mediterranea, Italia compresa, comincia a strizzare l’occhio a questo genere di compravendita che consente di andare a fare spesa senza soldi in tasca né carta di credito nel portafogli.

Ma come nasce un mercatino Swapping?

Gli incontri si organizzano fra gruppi di amici, all’università o in rete. I giovani si danno appuntamento in un luogo pubblico portando ciascuno il proprio insolito bagaglio: vestiti che non indossano più, o perché non piacciono o perché vanno troppo larghi o troppo stretti, ma anche capi raccolti in casa, che nessuno utilizza più. Poi, ognuno può scegliere dal sacco dell’altro ciò che più gli piace e lo scambio è fatto.

Ovviamente, non sono solo gli studenti a organizzare lo scambio dei vestiti. Infatti, lo Swapping è diventato, negli ultimi anni, una mania collettiva, tanto che alcune aziende stanno tentando di trasformare in attività redditizia. Negli Usa, per esempio, esiste già una catena di franchising che si occupa dello scambio di vestiti, Swap-o-rama, in cui la gente scambia i propri abiti con quelli degli altri con in più la possibilità di avere a disposizione angoli attrezzati per personalizzare i capi di abbigliamento con tanto di designer pronti a dare una mano creativa in caso di bisogno.

E a seguire l’esempio, inaugurando veri e propri “swap party”, sono in tanti. E l’Italia non è sorda al forte richiamo del fashion!

Insomma, quella dello Swapping sembra essere la nuova tendenza che accomuna un target giovane e dinamico. Ma anche la nuova frontiera del business.

http://noigiovani.it

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