Semestre Europeo: ecco il programma di Matteo Renzi per la crescita

Semestre Europeo: ecco il programma di Matteo Renzi per la crescita

Più attenzione alla crescita e meno limitazioni dall’austerità e dal rigorismo che l’ha caratterizzata negli ultimi anni: questa è l’Europa che si prospetta. Così, pare proprio che Matteo Renzi abbia vinto il primo round della sfida con Angela Merkel: la bozza del Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy rispecchia il documento programmatico proposto dal Premier italiano.

programma di matteo renzi

L’apertura apparente della cancelliera tedesca, però, non deve trarre in inganno: il gioco degli equilibri a Bruxelles è imprevedibile ed è destinato a decidersi anche sul campo delle nomine, in cui è logico che a fare la voce grossa siano i due gruppi più nutriti in parlamento: quello del Partito democratico italiano e quello della Cdu-Csu tedesca.

Per quanto riguarda le poltrone, il Pd dovrebbe ottenere la guida della Commissione economica del parlamento con Roberto Gualtieri, il posto da commissario per la Politica estera con Federica Mogherini, la vicepresidenza del parlamento con David Sassoli. Mentre il leader della delegazione italiana dovrebbe essere Gianni Pittella.

E dunque ecco quali sono le idee italiane per la nuova Europa:

- Deficit: obiettivo avvicinarsi al 3%

L’Italia punta ad andare oltre l’1,8% previsto per il 2015 e lo 0,7% del 2016, avvicinandosi dunque alla soglia del 3%. Ovviamente non si tratta solo di numeri ma nell’avere la concreta possibilità di possedere risorse da investire nella crescita. Un obiettivo che non è impossibile da raggiungere: già Francia e Spagna (ma anche, in modo meno evidente, la stessa Italia) hanno ottenuto una deroga sul rientro del disavanzo.

- Fiscal Compact: promuovere investimenti fuori dal calcolo del deficit

Un’iniziativa che il gioverno chiede da tempo all’Unione Europea: una deroga al fiscal compact che consenta di scorporare dal calcolo del deficit le risorse utilizzate per gli investimenti strutturali. Ora sembra più semplice da realizzare grazie al nuovo peso assunto dal Pd all’interno del parlamento di Bruxelles e Strasburgo. L’Italia vorrebbe eliminare dal Patto di Stabilità il cofinanziamento dei fondi strutturali europei, cioè quella fetta di risorse che il governo italiano deve mettere di tasca propria per la realizzazione dei progetti di coesione territoriale.

- Opere infrastrutturali: Project Bond per finanziarle

Il governo Renzi, per finanziare un piano di 194 miliardi di euro fino al 2020, ha in mente la creazione di una forma di project bond, ossia titoli finanziari emessi col fine esplicito di sostenere economicamente la realizzazione di un determinato progetto. Una forma di investimento per i privati che decidono così di puntare sulla realizzazione di opere infrastrutturali.

- Sostenere l’economia reale tassando la finanza

Per incentivare le banche a puntare sull’economia reale, Renzi ha in mente la creazione di un fondo europeo di garanzia. Un intervento che potrebbe combinarsi con l’istituzione di un bilancio dell’Eurozona alimentato dal gettito prodotto dalla tassazione delle transazioni finanziarie, la tanto discussa Tobin tax.

Domani è il giorno del Consiglio europeo e Renzi sa bene che anche chi l’ha preceduto, ha ricevuto, inizialmente, grandi promesse sulla flessibilità. Staremo dunque a vedere se l’Italia riuscirà davvero a incidere così tanto sulla politica europea e, soprattutto, a comportare l’ inversione di rotta.

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