Saldi invernali 2013, spenda chi può!

Saldi invernali 2013, spenda chi può!

Domani iniziano i saldi invernali 2013 nella maggior parte delle regioni italiane. Due domande affliggono commercianti e consumatori.


I primi si chiedono “esistono ancora quelle file chilometriche, di una volta, all’ingresso dei nostri negozi?” e i secondi, “potrò sostituire il mio “giubbino da guerra” con un altro da indossare il prossimo inverno?”.
Dopo le feste natalizie, e le varie tasse di fine anno (prime tra tutte l’Imu), che hanno dato una fragorosa mazzata al portafoglio degli italiani, la risposta, in entrambi i casi, non sembra affermativa e a confermarlo sono i dati di Codacons.

Il 70% dei negozi – secondo i calcoli dell’Associazione dei consumatori – “di fatto ha già applicato i saldi, a dimostrazione della grave crisi che sta vivendo il commercio, i cui effetti si faranno sentire anche durante il periodo di sconti, con una riduzione delle vendite che si aggirerà attorno al -15%, e un budget che per i saldi invernali non supererà i 224 euro a famiglia”.

Meno drastici i dati elaborati da Confcommercio-Imprese per l’Italia, in collaborazione con Format Research, i quali prevedono che l’andamento degli acquisti durante le promozioni invernali del 2013 si ridurrà dell’8% rispetto allo scorso anno. In calo, calzature, accessori, biancheria intima e per la casa, pelletteria, mentre dovrebbero essere stabili le vendite nel settore dell’abbigliamento. Quindi, forse quel famoso giubbino qualcuno lo potrà acquistare.
Cambiano alcune abitudini di acquisto, poichè, sempre secondo questa indagine, “il 37,2% dei consumatori acquisterà in punti vendita non frequentati abitualmente”, ma non cambia del tutto il target ” donne, persone di età compresa tra i 18 ed i 54 anni, giovani e giovanissimi, residenti nelle grandi aree metropolitane e nel Mezzogiorno”.

Al di là delle statistiche e facendosi i conti con le proprie tasce, chi vuole acquistare scarpe, intimo e vestiti per sfizio o necessità, deve tenere in mente alcune regole per non “rimetterci”.

Prima di entrare in un negozio, avere le idee chiare sulle spese da fare.
Sulla merce in saldo deve essere indicato in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita originario, quello scontato e la percentuale di sconto.
In caso di mancata conformità rispetto alle caratteristiche descritte del bene venduto, anche in occasione dei saldi il commerciante deve sostituire la merce, quindi conservare sempre lo scontrino perchè non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare.
Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

Buon poco shopping a tutti!

http://noigiovani.it

Lascia un commento