Rosario Crocetta: uno sguardo sul neo governatore della Sicilia

Rosario Crocetta: uno sguardo sul neo governatore della Sicilia

“Ringrazio Dio per ogni giorno di vita che mi regala. La mia vita, da quando ho iniziato a fare il sindaco di Gela, è sempre stata in pericolo”

Parlare di politica oggi in Sicilia non è semplice. È una terra difficile, dove non tutti gli schemi e non tutte le regole che si possono applicare a un Paese già particolare come il nostro, possono valere per questa importante isola del mediterraneo. La Sicilia è quella regione che durante il berlusconismo ha ceduto tutti i suoi seggi al Popolo della libertà, è la terra dove, negli ultimi tempi, è nato e si è sviluppato il movimento dei forconi, ed è la regione che, storicamente, è sempre stata una delle maggiori roccaforti della vecchia Democrazia Cristiana.
Questi erano i dati fino a ieri. Oggi, invece, questa anomala regione ci sorprende ancora una volta, a livello politico e per diversi motivi, alcuni in controtendenza, altri no.

Un elemento che salta agli occhi in questa elezione regionale è sicuramente il boom delle astensioni al voto. Mai stata così forte e così significativa. Se a questa si aggiunge il fatto che il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo risulta essere il primo partito con il 15% dei voti, è ben comprensibile come qualcosa è realmente cambiato nell’insolita Trinacria.

Aggiungiamo a questi fatti la vittoria di una personalità forte, diversa e vivace come Rosario Crocetta. L’ex sindaco di Gela, “condannato a morte dalla mafia”, l’uomo che vive con la scorta, e che finora è scampato all’attentato almeno in un paio di occasioni tanto che, già dal 2008, gli venne raddoppiata la propria scorta (gli agenti che lo proteggono passano da tre a sei, lo stesso numero di coloro che difendono le più alte cariche dello Stato).
Rosario Crocetta è un personaggio fuori da ogni schema. Ex comunista (Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano) aderisce nel 2008 al Partito Democratico.

Questa vittoria, oltre che essere una vittoria personale ( si ricorda la frase del boss intercettato che disse “fate il possibile pur di non far vincere il “comunista finocchio”), è una vittoria della Sicilia civile che cerca di voltare pagina. La Sicilia, che dopo l’ubriacatura berlusconiana, si riscopre orgogliosa e fiera. Dopo l’oscuro governo Cuffaro e la parentesi Lombardo c’è finalmente la necessità di fare una scelta radicale.

Crocetta ha subito mandato messaggi chiari e forti agli alleati e non, spiegando a Bersani che l’alleanza con l’Udc, oltre che strategica, è vitale e che non ha nessun problema con il Movimento 5 Stelle di Grillo. Inoltre, ha dichiarato che pur avendo condotto una campagna elettorale in sordina ci saranno molte occasioni per farsi conoscere dai mass media, un po’ troppo distratti dalle traversate di Grillo e dalle polemiche del Pdl.

http://noigiovani.it

Lascia un commento