A Roma la mostra dedicata alla fotografia di Henri Cartier-Bresson

A Roma la mostra dedicata alla fotografia di Henri Cartier-Bresson

“L’occhio del secolo”: così viene definito Henri Cartier-Bresson, uno dei grandi testimoni della nostra storia. Ora le sue opere e i documenti che incorniciano la sua storia saranno in esposizione al museo dell’Ara Pacis.

Henri-Cartier-Bresson

L’esposizione del fotografo francese, realizzata dal Centre Pompidou di Parigi in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson, sarà a Roma dal 26 Settembre 2014 al 25 Gennaio 2015, a cura di Clément Chéroux, storico della fotografia e curatore presso il Centre Pompidou, Musée national d’art moderne, in passato borsista dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici.

La mostra dà una nuova lettura dell’immenso corpus di immagini di Henri Cartier-Bresson racchiudendo tutta la vita professionale del fotografo. Al museo dell’Ara Pacis verranno esposte oltre 500 opere tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo le più importanti icone ma anche le immagini meno conosciute del grande maestro: 350 stampe vintage d’epoca, 100 documenti tra cui quotidiani, ritagli di giornali, riviste, libri manoscritti, film, dipinti e disegni.

La mostra propone una nuova lettura dell’immenso corpus d’immagini di Cartier-Bresson, coprendo l’intera vita professionale del fotografo. Saranno esposti oltre 500 opere tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo le più importanti icone ma anche le immagini meno conosciute del grande maestro: 350 stampe vintage d’epoca, 100 documenti tra cui quotidiani, ritagli di giornali, riviste, libri manoscritti, film, dipinti e disegni.

Il percorso espositivo è diviso in nove parti. Oltre l’Introduzione, le altre sezioni corrispondono alle diverse fasi della vita e del lavoro di Cartier-Bresson:

Prime fotografie: gli anni di apprendistato, i rapporti con gli americani a Parigi, le influenze fotografiche, il viaggio in Africa.

Viaggi fotografici: il Surrealismo, il “caso oggettivo”, le peregrinazioni fotografiche in Spagna, Italia, Germania, Polonia e Messico.

L’impegno politico: New York con Paul Strand e il Nykino group, Parigi con Jean Renoir e l’Associazione degli artisti e scrittori rivoluzionari (AEAR), la stampa comunista con Robert Capa e Louis Aragon.

Le guerre: il film sulla Guerra civile spagnola, l’attività durante la Seconda guerra mondiale (fotografo dell’esercito, prigioniero, fuggiasco, combattente della Resistenza) per documentare il ritorno dei prigionieri.

Il reporter: La fondazione dell’Agenzia Magnum Photos, i reportage in Cina e in India, i funerali di Gandhi.

Il reporter professionista: Il primo fotogiornalista a entrare in URSS dopo la morte di Stalin. E poi Cuba, “L’Uomo e la Macchina” e la serie Vive la France.

La fotografia dopo la fotografia: La fine dei reportage e una fotografia più contemplativa. Ricompare il disegno.

Ricognizione: il tempo della ricognizione, la riconsiderazione degli archivi (dai documenti al lavoro), mostre retrospettive e libri.

Ad accompagnare la mostra, un ampio ed esaustivo catalogo, pubblicato da Contrasto, con saggi di studiosi, esperti e testi inediti di Cartier-Bresson.

http://noigiovani.it

Lascia un commento