Riforme scuola: ecco le novità contenute nel patto educativo proposto da Renzi

Riforme scuola: ecco le novità contenute nel patto educativo proposto da Renzi

Dopo aver illustrato il piano “Mille giorni”, il premier Matteo Renzi ha spiegato oggi buona parte dei contenuti della nuova riforma scolastica, anticipando che non si tratterà dell’ennesima “riforma della scuola”, bensì di un nuovo “patto educativo”.

++ Renzi,a via Mille giorni,giudicherete a maggio 2017 ++

Il programma verrà presentato ufficialmente domani sul sito Passodopopasso.Italia.It dove verranno illustrate “alcune idee nel merito per rendere la scuola sempre più strumento di crescita per il giovane cittadino. Ma anche strumento di crescita per il Paese”.

La ricetta del premier è la medesima usata per affrontare molti problemi della pubblica amministrazione: nella scuola, dichiara Renzi, “metteremo più soldi, ma facendo comunque tanta spending review: perché educare non è mai un costo, ma gli sprechi sono inaccettabili soprattutto nei settori chiave. Nella legge di stabilità ci saranno le prime risorse e da gennaio gli atti normativi conseguenti. Nel frattempo continueremo a investire sull’edilizia scolastica, sbloccando il patto a quei comuni che hanno progetti seri, cantierabili”.

Uno dei punti centrali del nuovo ‘patto educativo’ è il superamento della precarietà: “Proporremo agli insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della ‘supplentite’ – spiega il premier -, ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sull’anzianità: sarebbe, sarà, una svolta enorme”.

Inoltre, il nuovo “patto educativo”, ha spiegato il premier, dovrebbe essere aperto alle modifiche: in esso si inseriranno “alcune idee nel merito per rendere la scuola sempre più strumento di crescita per il giovane cittadino. Ma anche per il Paese. Si tratta di proposte, non di diktat prendere o lasciare”, aggiunge il premier che scandisce il timing: “Dal 15 settembre al 15 novembre ascolteremo tutti, a cominciare dagli studenti che sono per noi protagonisti, non spettatori. Nella legge di stabilità ci saranno le prime risorse e da gennaio gli atti normativi conseguenti”.

Già ieri, il premier e il titolare del Miur Giannini si erano incontrati per confrontarsi prima di diffondere un documento che il capo del gabinetto del Miur, Alessandro Fusacchia, ha così commentato su Twitter: “Bella riunione. Di ritorno da Palazzo Chigi, verso @MiurSocial. Lo abbiamo chiamato: la Buona Scuola”.

In esso dovrebbero essere alcune misure particolarmente attese per i precari, quali un corposo pacchetto di assunzioni; si è parlato, nei giorni scorsi, di circa centomila docenti precari che diverrebbero finalmente “di ruolo”, anche se non sono ancora stati chiariti i tempi per questo processo.

Nel pacchetto di riforma scolastica saranno previste anche altre misure destinate a far discutere, come un sistema di valutazione del lavoro dei docenti, in base al quale saranno remunerati, ma anche l’ingresso di sponsor privati nella scuola pubblica o l’apertura alle scuole paritarie.

Non solo: organico funzionale a livello di istituto e/o di area territoriale, autonomia degli istituti, materie dei singoli percorsi scolastici, rafforzamento dell’insegnamento dell’inglese nella scuola elementare, più ampia diffusione degli stage, potenziamento dei laboratori.

La riforma comunque, non sarà dedicata solamente ai livelli superiori, ma anche agli istituti per l’infanzia, come ha spiegato il sottosegretario Graziano Del Rio in conferenza Stampa: “Presenteremo un programma per i nidi”.

E a tal proposito, Renzi si è sbilanciato anche di più, quantificando “mille asili nido in mille giorni, perché negli ultimi dati economici c’è un elemento di profonda diversità tra Nord e Sud, che vede ancora di più divaricarsi la forbice”.

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