Referendum in Scozia: cosa cambia con l’indipendenza

Referendum in Scozia: cosa cambia con l’indipendenza

Nelle prime ore di domani, venerdì 19 Settembre, si sapranno i risultati definitivi del referendum sull’indipendenza della Scozia, dunque se verrà mantenuta o meno l’unione politica che la lega al Regno Unito sancita nel 1707 dall’Act of Union.

referendum in scozia

La consultazione popolare, concordata tra il governo regionale scozzese e l’esecutivo guidato da David Cameron, potrebbe portare alla storica disgregazione della Gran Bretagna. Qualora passasse il “si” all’indipendenza, cosa succederebbe?

Ecco gli scenari possibili:

Politica britannica

L’indipendenza scozzese potrebbe rappresentare un terremoto per Londra innanzitutto per il premier David Cameron, che ha autorizzato il referendum, perché sebbene abbia annunciato di non volersi dimettere in caso di secessione, la pressione su di lui sarebbe fortissima. Come del resto sul leader laburista, Ed Miliband, accusato di non aver saputo tenere la presa su un bacino elettorale importante per il Labour come quello scozzese.

Sterlina ed economia

Secondo molti esperti, la sterlina e i mercati potrebbero subire un forte crollo nelle ore successive a un’eventuale indipendenza. La Bank of England sarebbe obbligata a intervenire per evitare problemi sistemici all’economia, a partire da una recessione. Grande incognita resta la valuta che userà la Scozia: Edimburgo vuole l’unione monetaria sotto la sterlina, Londra è contraria. Fra le altre opzioni quella di adottare l’euro o di battere una nuova moneta.

Debito pubblico

Preoccupa anche la gestione del debito pubblico perché, secondo i calcoli del National Institute of Economic and Social Research, la “fetta” scozzese di debito britannico, che ammonta in tutto a 1.700 miliardi di sterline, è pari a 143 miliardi di sterline. Il problema è che Londra teme che la Scozia possa rifiutare di accollarselo, usando la materia come strumento negoziale in eventuali trattative sulla moneta.

Petrolio

Verranno tracciati i confini di pertinenza e alla Scozia dovrebbe andare il 91% dei proventi. I secessionisti hanno presentato stime sulle riserve molto più ottimistiche di quelle degli unionisti.

Monarchia

Come è stato chiesto dai secessionisti, resterà la monarchia ed Elisabetta II sarà regina di Scozia. In ogni caso c’è la possibilità che dopo l’indipendenza gli scozzesi scelgano di rinunciare al “regno”.

Confini e passaporto

Con l’indipendenza non è escluso che “sorga” un confine tra Scozia e Inghilterra, in seguito soprattutto a possibili politiche divergenti in tema di immigrazione. In tal caso si renderebbero necessari accordi per il libero movimento fra i due Paesi. Resta l’incognita sulla eventualità di utilizzare il passaporto per entrare nel nuovo Stato, dipenderà anche dallo status che la Scozia indipendente avrà nell’ambito dell’Unione europea.

Sport

La squadra olimpica, che per ora è britannica, verrebbe divisa come accade per il calcio e il rugby, dove Inghilterra e Scozia hanno loro selezioni indipendenti.

Dunque, dopo ben 300 anni (e più!) la Scozia potrebbe dire addio a Londra. Una secessione che, a conti fatti, potrebbe diventare un problema rilevante non solo per il Regno Unito ma anche per l’Unione Europea.

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