Perché si festeggia il 4 Luglio in America?

Perché si festeggia il 4 Luglio in America?

Per gli americani la festa del 4 Luglio, nota come Independence Day, ha una grande importanza, oggi come quando fu istituita. Popolo estremamente composito, derivante da un meltin’ pot cui concorrono svariate influenze, gli americani hanno trovato un vero e proprio fattore unificante proprio nella festa che ogni anno celebra il distacco dalla madre Patria, ovvero dall’Inghilterra.

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Una festa che può essere considerata la più alta testimonianza dell’acquisizione del concetto di nazione che invece molti paesi di recente formazione, anche in Europa, stentano ad acquisire, con conseguenze spesso disastrose.

Dal punto di vista storico l’Independence Day è avvenuto nel 1776, quando arrivò a definitiva maturazione il latente conflitto tra le tredici colonie inglesi del Nuovo Mondo e il Commonwealth. Un conflitto derivante soprattutto da imposizioni fiscali giudicate ormai inique dai coloni, soprattutto in quanto alle tasse non corrispondevano i diritti politici auspicati. Il risultato di questo processo fu proprio la ormai celeberrima Dichiarazione d’Indipendenza varata il 2 Luglio del 1776, che spiegava i motivi alla base di una decisione così gravida di conseguenze. A vergare la Dichiarazione fu la cosiddetta Commissione dei Cinque, formata da John Adams, in rappresentanza del Massachussets, Thomas Jefferson (Virginia), Robert R. Livingston (New York), Benjamin Franklin (Pennsylvania) e Roger Sherman (Connecticut). In base alle ricostruzioni effettuate in seguito dagli storici, il principale ispiratore di questo documento fu comunque Jefferson. Se la maggior parte dei membri del Congresso firmò la Dichiarazione proprio il 2 Luglio, due giorni dopo avvenne la sua promulgazione e proprio a questo evento fa riferimento l’Independence Day.

Alla Dichiarazione seguì una lunga e sanguinosa guerra, derivante dall’evidente fastidio con cui Londra guardò un evento che comportava la perdita di un ricco avamposto commerciale. La Guerra d’Indipendenza vide infine la vittoria dell’esercito americano guidato da George Washington, terminando solo nel 1781. Il sigillo definitivo alla nascita degli Stati Uniti arrivò invece nel 1783, con il Trattato di Parigi.

Già da cinque anni, però, gli americani avevano iniziato a celebrare la loro festa nazionale, dando inizio ad una tradizione che non si è mai affievolita nel tempo. Una tradizione che vede le varie città americane fare a gara nei festeggiamenti, seguiti da un pubblico sempre molto folto. La partecipazione popolare è naturalmente favorita dalla chiusura degli uffici pubblici, delle banche e di altre strutture federali.

In questo quadro un particolare significato assume la cerimonia che vede nelle basi militari il Salute to the Union, nella quale vengono sparati cinquanta colpi di pistola, uno per ogni Stato aderente all’Unione. Una cerimonia che ricalca fedelmente quella che ebbe luogo in occasione della prima ricorrenza dell’Independence Day, avvenuta nel 1777, quando però gli stati aderenti erano ancora tredici, con altrettanti colpi di pistola sparati al mattino e al tramonto nella location di Bristol, nel Rhode Island.

Altro immancabile atto dei festeggiamenti è naturalmente l’esecuzione di The Star – Spangled Banner, l’ormai celebre inno degli Stati Uniti d’America, che vede tutti i partecipanti partecipare al canto con la mano all’altezza del cuore.

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