Perché si festeggia il 2 Giugno?

Perché si festeggia il 2 Giugno?

Il 2 Giugno 2014, come ogni anno dal 1946, in Italia si celebra la Festa della Repubblica Italiana, ossia il giorno in cui gli italiani hanno avuto la prima vera possibilità di compiere un atto di democrazia: dopo 85 anni di monarchia hanno scelto, attraverso un referendum, la Repubblica.

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In realtà, però, il 2 Giugno del 1946 è stato soltanto il primo giorno delle elezioni (si votò anche il 3) in cui il popolo italiano si è pronunciato nel referendum tra monarchia e repubblica e ha votato i suoi rappresentanti all’Assemblea Costituente, a cui è stato affidato il compito di redigere la nuova costituzione.

Ma facciamo un passo indietro. Nel Luglio del 1943, Vittorio Emauele III aveva fatto arrestare Benito Mussolini, affidando il governo al maresciallo Pietro Badoglio. Dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943, l’Italia era precipitata nel caos e Vittorio Emanuele III era fuggito verso il Sud Italia. In questo clima difficile, si iniziava a delineare l’idea di un cambiamento radicale nella forma governativa del Paese, poiché la monarchia e Vittorio Emanuele III erano considerati come i principali responsabili della situazione che in quel periodo si stava vivendo, per aver appoggiato il fascismo e aver permesso l’entrata in guerra dell’Italia.

Palmiro Togliatti, nel 1944, ha proposto di aspettare la fine della guerra per discutere della questione istituzionale, trovando così un accordo tra i vari partiti, in base al quale Vittorio Emanuele III è stato sollevato dal suo incarico e i suoi poteri sono passati a Umberto di Savoia, principe di Piemonte ed erede al trono. A ufficializzare il posticipo di qualsiasi decisione, la redazione del decreto luogotenenziale numero 151 del 25 Giugno 1944, in base al quale veniva stabilito che, terminato il conflitto, sarebbe stata indetta una consultazione per scegliere la forma dello stato ed eleggere un’assemblea costituente.

Il 16 Marzo 1946 il principe Umberto ha decretato ufficialmente di organizzare un referendum per decidere la forma istituzionale dello stato. Un mese prima del referendum, Vittorio Emanuele III ha abdicato in favore di Umberto II, sperando così di poter attirare il consenso del popolo per far continuare la monarchia.

Fino al 1946 l’Italia è stata una monarchia costituzionale, regolata dallo Statuto Albertino. Il 2 e il 3 Giugno 1946 si è tenuto il referendum istituzionale indetto a suffragio universale e tutti gli italiani, comprese le donne che votavano per la prima volta, sono stati chiamati alle urne per scegliere la forma di governo preferita: con 12.718.641 voti (contro 10.718.502 per la monarchia) gli elettori hanno scelto la repubblica e la famiglia Savoia, fino ad allora al comando della monarchia, è stata esiliata. La Nuova Costituzione ha vietato l’esercizio dei diritti politici ai membri e ai discendenti di Casa Savoia, nonché il loro ingresso in Italia. Solo dopo 57 anni di esilio, i Savoia sono tornati in Italia il 15 Marzo 2003.

La cosa più importante è che il 2 Giugno 1946 ha sancito non solo la fondazione della Repubblica, ma anche l’inizio per il nostro paese di una moderna democrazia. Infatti, ci sono state le prime elezioni libere dopo vent’anni di dittatura fascista e una guerra terribile, e le prime elezioni a suffragio universale che hanno dato il voto alle donne: per la prima volta, quel giorno, le italiane si sono recate ai seggi.

Quel giorno, inoltre, ci si sono svolte anche vere elezioni politiche, con il sistema proporzionale, a liste di partito per i 556 seggi dell’Assemblea costituente con le quali si è decretata la vincita delle coalizioni che avevano attivamente partecipato al movimento antifascista e alla Resistenza (207 seggi alla Democrazia cristiana; 115 ai socialisti; 104 al Partito comunista; 57 seggi a due formazioni liberali) e di questi principi è infatti permeata la nostra Costituzione.

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