Perchè nacque l’ esigenza della filosofia naturalistica

Perchè nacque l’ esigenza della filosofia naturalistica

napoli-il-naturalismo-e-la-magia-bruno-telesi-L-5UqaQ8Cos’ è la filosofia? Una cosa assai controversa ma la più vicina all’ essere umano. La filosofia si basa sul pensiero è c’è chi attribuisce la sua “nascita” al bisogno dell’uomo di porsi alcune domande, come la stessa esistenza umana e il rapporto tra uomo e mondo. E’ un campo ostile ma assai affascinante. A chi non è mai capitato di domandarsi il “perché” della propria esistenza? Perché soffriamo, come sappiamo fare ciò che facciamo o come funzionano le cose del mondo? Ebbene, chiunque si ponga una di queste domande ha aperto le porte al pensiero. I primi pensatori si formarono nell’ antica Grecia e la loro speculazione volgeva sull’ origine di tutte le cose, i fenomeni naturali e l’esistenza dell’anima. La filosofia ha dato luogo a tutte le scienze sia in modo teorico che in modo pratico.

Dopo il periodo di apice culturale raggiunto dai greci, la filosofia, con i suoi filosofi, intruì subito che il mondo era sul collasso di una frammentazione culturale. Così si sentì fortemente il bisogno di trovare un punto unitario su cui far convergere tutto. Ed è da questi presupposti che nasce il Cristianesimo, una religione permeata da una forte costante filosofica. L’uomo acquisisce autonomia. Non è più soggetto a rigide norme sociali e metafisiche. Il rapporto con Dio diventa diretto e la suo forte componente simbolica, fa sì che le persone riescano a guardare oltre quello che il mondo offriva. Dare un significato a ciò che era un semplice fenomeno della natura. Sembrerà paradossale a dirlo, ma il cristianesimo, inteso nel suo ambito prettamente filosofico, scaturì per la prima volta un concetto di “fantasia” che spinse l’uomo a vivere e progettare quel mondo su cui noi adesso viviamo. Ed essendo la filosofia il miglior linguaggio di comprensione del mondo, ecco arrivare l’intuizione filosofica di portare l’esistenza dell’umanità ad una passo successivo. Così nel rinascimento riprendono vita gli interesse per gli studi scientifici. Tutta quella serie di eventi che porteranno alla nascita della civiltà razionale e tecnica di ora. Giordano Bruno, Telesio, Companella. Sono loro che hanno gettato le basi per tutto ciò. E per capire che ruolo abbia avuto la filosofia per loro, basti pensare al fatto che, nonostante le loro teorie rivoluzionarie e di rottura con il mondo dell’epoca, erano persone profondamente religiose e legate a quella dimensione che il la filosofia cristiana aveva creato. Bacone stesso, “inventore” della rivoluzione scientifica, non si preoccupò mai di scoprire nessuna teoria o inventare nessun macchinario. La sua fu una filosofia della scienza. In pieno rinascimento, ci troviamo infatti, davanti al sorgere di un nuovo tipo di filosofia, quella naturalistica, nata proprio nella città di Cosenza, dalla mente di Bernardino Telesio il quale ispirò proprio filosofi come Cartesio, Bacone e i nostri conterranei Giordano Bruno e Tommaso Campanella. Secondo Telesio, rifacendosi alla filosofia presocratica, la conoscenza della natura doveva basarsi sullo studio dei principi naturali, come caldo, freddo e materia, mettendo da parte le concezioni metafisiche, seguito da Bruno e Campanella. Il mondo dunque, non viene visto più come qualcosa di caotico mosso da leggi casuali, ma è un qualcosa di vivo regolato da leggi proprie, con ciò Telesio non rinnegava l’esistenza di Dio e di un’anima immortale. Vita meno facile ebbero gli altri due pensatori, che a causa dell’accettazione delle teoria Copernicana, che stravolgeva la visione classica del mondo, ovvero la teoria che fosse la terra a girare intorno al sole e non viceversa, per aver posto la natura al centro del mondo come ente a sé stante e non governato da leggi divine e per il loro interesse verso l’alchimia. Bruno dovette cercare protezione spostandosi di continuo in giro per l’Europa, Campanella venne esiliato e carcerato per quasi tutta la sua vita, furono entrambi dichiarati eretici dall’ inquisizione della chiesa cattolica, pur non rinnegando l’esistenza divina. A Bruno la sua ricerca filosofica in contrasto con la visione ecclesiastica del tempo, costò la vita, venne bruciato vivo nel ‘600 a Campo dei fiori, a Roma, Campanella riuscì a sopravvivere nonostante la sua lunga carcerazione, fingendosi pazzo. La nostra terra è stata da sempre culla di sapere e precursori.

 

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