Paura degli 89 centesimi di WhatsApp: occhio alla concorrenza

Paura degli 89 centesimi di WhatsApp: occhio alla concorrenza

Per chi non conoscesse ancora WhatsApp, questa popolare applicazione per smartphone permette lo scambio di messaggi istantanei fra contatti utilizzando la rete internet. Questo tipo di servizio, più veloce e immediato, offre innumerevoli vantaggi come la condivisione di emoticons, scatti fotografici e messaggi vocali. Tutto a costo zero.

Affinchè il servizio funzioni è necessario che almeno due contatti abbiano l’app installata sul proprio smartphone e che si conoscano, cioè almeno uno dei due abbia il numero di telefono dell’altro nella propria rubrica.
L’applicazione controlla i contatti che hanno già whatsApp, così da creare una sottorubrica con la quale è possibile interagire.
Ora che si è spiegato il principio di funzionamento di questa fenomenale applicazione, vi consigliamo di scaricarla e usarla gratuitamente per un intero anno, poi pagherete una quota annuale, a meno che non apparteniate al popolo Apple.

Infatti, girando sulla rete si trovano molte critiche sul fatto che Whatsapp sui vari market abbia un costo differente e annuale, mentre su quello Apple solo quello iniziale di 0,85€.
Per risparmiare questa grossa somma di denaro, visto che l’app è legata al numero di telefono e non al market su cui si acquista, alcuni hanno avuto la brillante idea di creare il proprio account Whatsapp tramite un device Apple, così da pagare solo una volta la dispendiosa cifra.

Molti “whatsAppiani” avranno sicuramente ricevuto già il messaggino che notifica la scadenza del prodotto in questione, altri invece senza troppe storie l’avranno pagato tramite carta di credito o con i nuovi servizi di pagamento integrati (come Google Wallet).

Naturalmente, questi discorsi valgono per chi non può fare a meno della propria rubrica whatsApp perchè, altrimenti non è obbligatorio pagare, nel senso che si ha l’alternativa di passare alla concorrenza scrivendo “chat” oppure “instant message” sul proprio market e scegliere di scaricare una delle decine e decine di applicazioni gratuite.

In questo periodo alcune aziende, anzichè sfruttare la viralità dell’idea, hanno fatto affidamento sulla vecchia e cara pubblicità, promuovendo le loro app su Tv, radio e banner. Un mercatino di tarocchi, pacchi, raggiri e scippi con testimonial da capogiro che cercano di influenzare con slogan pieni di hashtag ed emoticons. Tuttavia, è bene ricordare che dietro una grafica simile si possono nascondere programmi completamente differenti da Whatsapp.

Prendiamo, ad esempio, WeChat: questa nuova app ristabilisce fondamentalmente il discorso che c’era agli albori di internet dietro alla parola “chat”: persone sconosciute si ritrovano in un punto imprecisato per dialogare di qualsiasi cosa, pronte a creare delle basi per un amicizia, un amore, un incontro. Possiamo dire che il potenziale di questa applicazione è proprio quello di poter cercare persone “fuori dalla propria rubrica” al contrario dunque di WhatsApp che è riduttivo al proprio smartphone.

Quindi, il nostro consiglio è sempre seguire ciò che il popolo della rete ha da dire in merito alle nuove produzioni sul market, perchè i vecchi mass media sono sempre bravi a confondere le idee.

http://noigiovani.it

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