A pagare la crisi greca sarà anche l’ Italia?

A pagare la crisi greca sarà anche l’ Italia?

-renzi italiaA quanto pare a pagare per la crisi greca, oltre al popolo greco, sarà anche quello italiano. Bruxelles ci impone di prestare ad Atene 15,4 miliardi di euro, ovvero una stangata da 385€ a contribuente, come spiega Cinzia Meoni su Il Giornale: “Ai circa 40 milioni di contribuenti italiani attivi la nuova tassa greca costerà 385 euro a testa.E porterà il totale oltre i duemila euro. In base agli accordi raggiunti nella notte di domenica dopo una maratona di oltre trenta ore di trattative, se entro domani arriveranno da Atene le delibere per le riforme previste dai patti (e sempre che i Parlamenti europei diano il via libera), nelle casse greche pioveranno prestiti per 86 miliardi che si andranno aggiungere agli interventi di salvataggio varati in precedenza”. E ancora una volta il Governo Renzi accentua e attira a sé polemiche da ogni fazione. Il Partito Democratico ufficialmente è sulla linea di Renzi, ovvero europeista e filo tedesca, nonostante il Premier sia stato accusato di aver avuto rilevanza pari a zero nella vicenda. Ma anche qui si sono state avvistate “pecore nere”, come il deputato Alfredo D’Attorre, che è volato in Grecia con l’ex collega democrat Stefano Fassina per sostenere Tsipras. Gasparri invece: “Ma gli tsiprioti di casa nostra vogliono tenere ai massimi livelli la pressione fiscale sugli italiani per dare altri soldi nostri a evasori fiscali, baby pensionati greci e isole dell’Egeo a Iva ridotta? Forza Italia non vuole tasse pro Grecia e vuole subito nuove regole in Europa. Poi il vicepresidente del Senato piazza una doppia stoccata a rivolta a quelli della sua area politica che hanno “tifato per il No: Chi a sinistra, e non solo a sinistra, voleva Tsipras e il NO tifa per le tasse in Italia”. Senza scordare la lotta del Movimento 5 stelle con in prima fila Alessandro Di Battista e con Grillo stesso che sul suo blog aveva espresso una posizione identica a quella di Brunetta: «Vogliamo che siano i cittadini a decidere sull’euro con il referendum che proporremo in Parlamento con una legge di iniziativa popolare».

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