On the road: il film

On the road: il film

On the road: il film

Non è facile tradurre in immagini un capolavoro della letteratura contemporaneo come On The Road di Jack Kerouac. Il manifesto per eccellenza della beat generation. Eppure nel corso degli anni e dopo l’audace riduzione di un altro capolavoro beat come The Naked Lunch – Il pasto nudo di William S. Burroughs, ad opera del sempre capace David Cronenberg, si sentiva la necessità di rendere al cinema la magia e l’energia jazz di questo romanzo cult. A maggior ragione, se si pensa al fatto che Jack Keroauc è stato una delle più grandi icone della cultura popolare nord americana. Non era facile rendere bene un personaggio come Dean Moriarty/Neal Cassady, pietra miliare e icona “bruciante” del movimento, capace di avere un suo spazio nella letteratura pur senza aver mai scritto nulla di significativo, ma avendo lasciato il segno nella vita e nella prosa di Jack Keroauc.

La trama

Sal Paradise, un aspirante scrittore newyorchese, dopo la morte del padre, incontra Dean Moriarty, giovane ex-pregiudicato dal fascino maledetto, sposato con la disinibita e seducente Marylou. Tra Sal e Dean l’intesa è immediata e simbiotica. Decisi a non farsi rinchiudere in una vita vissuta secondo le regole, i due amici rompono tutti i legami e si mettono in viaggio con Marylou. Un viaggio nell’America del dopoguerra al ritmo del jazz, alla continua ricerca di un nuovo stile di vita, puro e folle.

Sal Paradise e Dean Moriarty, fraterni amici, intraprendono un lunghissimo viaggio per gli Stati Uniti da est a ovest fino a raggiungere il Messico. Senza soldi, senza meta, percorrono le strade vivendo di quello che trovano, incontrando le più stravaganti e folli persone. Tra amori, droga, sbronze, amicizie e rancori questa esperienza stupisce ed emoziona, facendo riscoprire la bellezza della semplicità e della spensieratezza. Solo vita selvaggia e pura. Un manifesto poetico ed esistenziale. Un mito senza fine.

La critica

Se la cava più che bene il regista Walter Salles, a suo agio col genere “road movie” ( tra le sue opere ricordiamo “I diari della motocicletta”) grazie anche ad una colonna sonora impareggiabile realizzata da Gustavo Santaolalla e alla fondamentale fotografia di Eric Gautier che fa rivivere gli scenari e le suggestioni anni quaranta. Il cast è di alto livello con la musa della saga Twilight Kristen Stewart, e poi ancora Viggo Mortensen, Kristen Dunst, Sam Riley, Garrett Hedlund e Steve Buscemi.

Pensare che già lo stesso Kerouac aveva pensato ad adattare il romanzo per lo schermo, contattando Marlon Brando, negli ultimi tempi invece si era interessato il regista Francis Ford Coppola. Ci vuole coraggio oltre che sfrontatezza per trattare un materiale di questo tipo e dargli un senso compiuto. L’opera di Kerouac venne segnata da un alone di leggenda, un mito di libertà senza tempo. La descrizione di un paese segnato dalla depressione, che voleva e doveva cambiare. Il mito della frontiera e la frenesia dei “tempi moderni”.

Il film del brasiliano Walter Salles prova a ripercorrere le tappe fondamentali del viaggio dei due amici, inserendo e modificando alcuni fra gli amori di Dean, per dare un senso al trascorrere del tempo con precisi riferimenti, cercando di rendere più chiari i viaggi intrapresi attraverso le varie tappe. E non deve essere stata cosa facile per lo sceneggiatore Jose Rivera. Un difetto sta nel fatto che la sceneggiatura si sofferma troppo dentro le camere del romanzo, anziché esplorare il viaggio kerouachiano, ma ci sarebbero forse voluti anni e milioni di dollari per filmare il viaggio che Dean e Sal intrapresero nell’America anni quaranta. Resta una valida operazione, coraggiosa quanto basta e formalmente molto valida. Only a hobo.

La frase del film/libro:

Per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi d’ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno oh!

La scena memorabile:

La sequenza in cui Dean e Sal si recano a casa del loro amico Bull Lee/William Burroughs, interpretato dal solito grande Viggo Mortensen.

 

Dario Greco

http://noigiovani.it

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