Neil Young: Psychedelic Pill. La recensione

Neil Young: Psychedelic Pill. La recensione

Il disco Psychedelic Pill di Neil Young segna il ritorno del celebre artista canadese con la sua storica band: i Crazy Horse. Band con cui il musicista collabora in studio dal 1969 con  Everybody Knows This is Nowhere.

Adesso, a soli quattro mesi dal precedente “Americana” Neil Young torna alla riscossa con il nuovo disco (doppio) “Psychedelic pill”, lavoro in cui molti pezzi prendono, come del resto dichiarato dai musicisti stessi, origine da alcune jam session, ma in cui sono presenti anche idee di vecchia data, già portate dal vivo e mai pubblicate prima.

Tornano a fargli compagnia i “Crazy Horse”, band il cui nome è storicamente legato a quello dell’artista canadese, (After the gold rush, Tonight’s the night, Zuma, e molti altri) e che mancavano alla collaborazione da quasi un decennio; per ritrovarli infatti in un suo disco precedente al 2012, anche se con una line up incompleta, bisogna fare un salto fino al 2003 anno di uscita di “Greendale” .

Il risultato non delude, il disco apre con la lunghissima “Driftin’ back” suite che alterna ai lunghi assoli e alle scorrazzate chitarristiche con liriche frammentarie che prendono riferimento dall’autobiografia del cantautore, “Waging Heavy Peace”. “Ramada inn” e “Walk like a giant” presenti anche in alcuni bootleg dell’ultimo tour sono le altre due suite del disco. In entrambi i pezzi l’impronta ritmica è la stessa ma, mentre in “Ramada inn” l’atmosfera greve dell’intro diventa malinconica, da prima con l’attacco della chitarra solista e successivamente con il cantato, in “Walk like a giant” viene bruscamente spezzato da un fischiettio irriverente che fa da sfondo ad un Neil Young che accusa la sua generazione di non essere riuscita a cambiare il mondo (“We were ready to save the world/but then the weather changed ”).

Anche se dominato da sonorità dure e psichedeliche nell’album trova spazio la splendida “For the love of man” ballad strappalacrime, scritta molti anni fa e mai pubblicata, prima conosciuta come “I wonder why” dedicata al figlio Ben.
La traccia omonima compare in due versioni, fondamentalmente identiche tra loro se non per le sonorità, la prima più psichedelica, quasi lisergica, la seconda più solida e rock (Miracoli della post-produzione)

Il sound è quello inconfondibile dello sposalizio Neil Young&Crazy Horse così come inconfondibile è la voce di Neil che sembra non risentire del passare del tempo nonostante i 67 anni che il cantautore compirà il prossimo 12 Novembre.

Disco 1
Driftin’ back- Psychedelic pills- Ramada Inn- Born in Ontario

Disco 2
Twisted road- She’s always dancing- For the love of man- Walk like a giant- Psychedelics pill(alternative mix)

Sergio Cipolla

 

http://noigiovani.it

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