Mondiali 2014: Italia – Uruguay, la partita decisiva della nazionale italiana

Mondiali 2014: Italia – Uruguay, la partita decisiva della nazionale italiana

Tra meno di un’ora (alle 18 ora italiana), l’Italia giocherà contro l’Uruguay nell’ultima partita del girone D dei Mondiali 2014. Entrambe le squadre hanno tre punti in classifica, ottenuti peraltro nello stesso modo (vittoria con l’Inghilterra e sconfitta con il Costa Rica). Chi vince passa agli ottavi, chi perde torna a casa. Grazie alla migliore differenza reti, però, all’Italia sarà sufficiente pareggiare per ottenere la qualificazione.

Mondiali 2014 Italia-Uruguay

Italia

Dopo aver giocato una buona partita contro l’Inghilterra lo scorso 14 Giugno, l’Italia si è trovata molto in difficoltà contro il Costa Rica. Uno dei problemi più volte sottolineati è l’apparente cattiva condizione fisica della maggior parte della squadra: molti giocatori per larghi tratti dell’ultima partita sembravano lenti e stanchi. A ciò si aggiunge che la squadra sembrava non avere una chiara idea di come disporsi in campo, e le tre sostituzioni operate dall’allenatore Prandelli non sono riuscite a cambiare la partita.

Per un Daniele De Rossi infortunato, torna il terzino del Milan Mattia De Sciglio che ha recuperato completamente la contrattura muscolare che gli aveva fatto saltare le prime due partite.

Secondo tutti i giornali Prandelli utilizzerà il 3-5-2, un modulo già adottato con buoni risultati nella partita inaugurale degli Europei del 2012 contro la Spagna e il 10 settembre 2013, durante la partita di qualificazione per i Mondiali contro la Repubblica Ceca.

Con ogni probabilità De Sciglio verrà schierato titolare al posto di Ignazio Abate, che ha giocato male contro il Costa Rica. Leonardo Bonucci dovrebbe far parte dei tre difensori centrali, assieme ad Andrea Barzagli e Giorgio Chiellini: la difesa titolare della Juventus, insomma. A centrocampo quasi sicuramente sarà lasciato fuori Thiago Motta, uscito all’intervallo contro il Costa Rica: al suo posto dovrebbe giocare Marco Verratti. In attacco, accanto a Mario Balotelli dovrebbe giocare Ciro Immobile, capocannoniere dell’ultima stagione di Serie A con 22 gol e da poco comprato dal Borussia Dortmund. A sinistra giocherà Darmian, al centro del campo naturalmente Pirlo, Marchisio giocherà probabilmente più indietro rispetto alle ultime partite.

Uruguay

Considerata da molti un po’ logora, la squadra dell’Uraguay è praticamente la stessa che arrivò quarta ai Mondiali del 2010 ma con quattro anni in più. È allenata dall’esperto Óscar Tabárez e nelle prime due partite ha giocato con due versioni diverse del 4-4-2: una volta in attacco ha schierato, accanto a Edinson Cavani, il 35enne Diego Forlán; la seconda volta accanto a Cavani c’era il fortissimo attaccante del Liverpool Luis Suárez, di ritorno da un infortunio. Gli stessi che si troverà davanti l’Italia.

Il centrocampo è stato formato entrambe le volte da quattro giocatori: Arévalo Rios e Cristian Rodríguez hanno giocato entrambe le partite, mentre si sono alternati Walter Gargano, Cristian Stuani (nella prima) e Nicolás Lodeiro e Álvaro Rafael González (nella seconda). Nessuno di questi è un fenomeno: il sistema di gioco dell’Uruguay sta tutto nel difendere bene (e a volte un po’ rozzamente) e far arrivare il più presto possibile la palla a Cavani e Suárez, meglio se in contropiede o in velocità.

In difesa, oltre a due centrali un po’ lenti – ma uno è Diego Godin, buon difensore dell’Atletico Madrid – troveremo forse due specie quasi scarti del campionato italiano, e cioè il 27enne Martín Cáceres (difensore di riserva nella Juventus) e Álvaro Pereira, deludentissimo ex terzino dell’Inter (ora gioca in prestito al San Paolo).

Ad arbitrare ci sarà Marco Antonio Rodríguez Moreno, pastore protestante messicano.È un arbitro internazionale dal 2000. Non ha mai arbitrato l’Italia, ma diresse la finale del Mondiale per club fra Milan e Boca Juniors nel 2007. Recentemente, in una partita dell’ultima Coppa Libertadores fra Atletico Nacional e Nacional, espulse il colombiano dell’Atletico Nacional Alejandro Bernal dopo 24 secondi.

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