Mania delle foto sui social network: troppi scatti fanno male alla memoria

Mania delle foto sui social network: troppi scatti fanno male alla memoria

Ogni giorno centinaia, se non migliaia, di scatti popolano i profili dei social network, Instagram, Facebook e Twitter in testa. Anzi, molte volte gli scatti vengono appositamente realizzati per finire su quelle piattaforme. E tutto questo non è senza conseguenze.

Foto sui social network e memoria

A parte gli evidenti problemi di privacy e di pericolo per la propria immagine immessa in rete, oggi gli scienziati avvertono anche di un altro problema: troppe foto postate danneggiano la memoria. A sostenerlo è lo studio condotto da Linda A. Henkel della Fairfield University e rilanciato dalla rivista Atlantic Cities, secondo cui sono tre i punti di questo meccanismo: fotografare, postare, dimenticare.

E sì, perché scattare troppe foto di ciò che si vede, in un certo senso, autorizza il nostro cervello a ‘dimenticare’ ciò che ha visto. Quante volte abbiamo fotografato qualunque angolo di una città visitata, ma se dovessimo parlare ora di quella esperienza non ricorderemmo nulla?

Oltre alle macchine fotografiche, poi, ciascuno di noi ha uno smartphone con fotocamera integrata, che consente di condividere immediatamente la foto scattata. Se prima passavano mesi prima di sviluppare una foto, ora la si scatta e la si dimentica in pochi secondi.

Linda Henkel ha effettuato il suo studio su diversi gruppi di universitari, i quali sono stati invitati a visitare il Bellarmine Museum of Art. A ciascuno è stata data anche una fotocamera digitale, con l’invito a fotografare alcuni pezzi delle collezioni del museo. Il giorno dopo, con un questionario, è emerso che chi aveva fatto più foto aveva anche un ricordo meno chiaro e dettagliato degli oggetti visti al museo. Insomma: più si scatta più si dimentica.

“Nonostante il tempo impiegato a trovare l’angolatura giusta, a mettere a fuoco e catturare l’oggetto – spiega la Henkel -, l’atto del fotografare sembra creare un processo in base al quale le persone si sentono giustificate a dimenticare ciò che hanno visto”. Inoltre “la ricerca ha suggerito che la mole e la scarsa organizzazione degli scatti digitali scoraggia molte persone dal consultarle di nuovo in seguito e quindi di farsi aiutare a ricordare”.

In effetti, siamo pieni di foto archiviate sul pc, che non guardiamo. Anche perché, a differenza dei vecchi e cari album cartacei con le foto da sfogliare, adesso districarsi tra migliaia di cartelle è un bel problema.

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