L’Ultima Thule di Francesco Guccini. Il nuovo disco del cantautore emiliano

L’Ultima Thule di Francesco Guccini. Il nuovo disco del cantautore emiliano

Non è cosa semplice scrivere una recensione oggi su un decano della musica italiana d’autore come Francesco Guccini, è un po’ come per uno che scrive di vini parlare del Sangiovese.

Francesco-Guccini

Bene, Guccini e il Sangiovese sono due cose che possono piacere, oppure no, ma di certo sono parte integrante della nostra cultura e della tradizione, musicale o enologica, non ha importanza.

L’Ultima Thule (un’isola leggendaria che secondo i resoconti viene descritta come una terra di fuoco e ghiaccio nella quale il sole non tramonta mai), è il nuovo disco di Guccini che esce a distanza di otto anni dall’ultima raccolta di inediti, Ritratti, ed è un disco classico nella migliore tradizione cantautorale del musicista di Pavana. Così classico che il cd parte proprio con una “nuova” Canzone di notte, la numero 4, che quindi collega questo nuovo lavoro con alcuni importanti dischi del passato (L’isola non trovata, Via Paolo Fabbri 43, Signora Bovary), e c’è già tanta nostalgia per questo disco che pare sarà l’ultimo del cantautore emiliano, dopo 45 anni di carriera in studio e molti di più di esibizioni e scrittura musicale.

Francesco Guccini non può non essere considerato parte della cultura popolare della nostra Penisola. È uno di quelli che negli anni sessanta, suggestionato dalla beat generation e dalle canzoni di Bob Dylan, ha deciso di intraprendere la carriera musicale. Una carriera che, pare, si chiuderà con quest’ultimo lavoro come egli stesso ha dichiarato.

L’Ultima Thule è una riflessione malinconica sulla vita, sui ricordi, racconta l’infanzia (L’ultima volta), l’età adulta (Notti), la politica vista attraverso la satira de Il testamento di un pagliaccio, dove il protagonista “muore intossicato da sogni vani di democrazia,rifiuta i compromessi alla bugia. Muor contento? No, da disperato”. Si prosegue con la poesia di Quel giorno d’Aprile, ancora un ricordo d’infanzia di proustiana memoria, dove la chitarra elegante di Biondini sottolinea un’atmosfera sommessa ed emozionante.

Il brano L’Ultima Thule ha un sapore marinaro sullo stile degli Indaco, interessante band anni novanta capitanata da Rodolfo Maltese dei Banco, è una ballata arrembante che nell’arrangiamento della chitarra elettrica ricorderà ai vecchi fan il Guccini anni ottanta. Il testo è molto complesso e narra di un viaggio ipotetico e letterario nella sua migliore tradizione “L’Ultima Thule attende al Nord estremo, regno di ghiaccio eterno, senza vita, e lassù questa mia sarà finita nel freddo dove tutti finiremo”.

Questo disco è fatto di calde atmosfere e dal sapore quasi country, con arrangiamenti sottili e ben studiati dal solito Vince Tempera, presente in questo lavoro assieme ai compagni di sempre come Juan Carlos Biondini e Antonio Marangolo.

Francesco Guccini è un classico della canzone d’autore. E il suo ritiro dalle scena è una di quelle cose che mette tristezza un po’ a tutti: colleghi, compagni e amici di vecchie battaglie. Ma, come si suol dire, non tutto è perduto, infatti il nostro Guccini tornerà presto con un nuovo romanzo, la sua passione e ambizione sin da bambino che adesso diventerà la sua principale occupazione.

A noi non resta altro che riavvolgere il nastro a ritroso per ripercorrere una lunga carriera piena di poesia, musica e ricordi.

Dario Greco

http://noigiovani.it

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