“What is Left”, il film – documentario della sinistra di oggi

“What is Left”, il film – documentario della sinistra di oggi

“Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra”, cantava Giorgio Gaber nel 2001 mettendo, ironicamente, in risalto le presunte differenze tra destra e sinistra politiche, vertendo su luoghi comuni anziché sulle differenze di tipo idealistico, ed era lo stesso Gaber a specificare che le differenze fra le due parti sono minime.

What is Left

Sono passati dodici anni e la situazione in Italia è rimasta tale e quale. Continuiamo a vivere nell’epoca del “tanto sia sinistra che a destra sono tutti uguali…”, rendendoci così conto che quella di Gaber non era affatto una domanda banale. Molti hanno le idee confuse e discordanti rispetto agli altri interlocutori. Già Beppe Grillo in uno dei suoi tanti frenetici comizi l’aveva detto: ormai non esiste più una sinistra o una destra.

La confusione politica e il 2013 politicamente vissuto in maniera “pericolosa”, hanno ispirato due giovani registi che, partendo dalla domanda “cos’è la sinistra?”, hanno realizzato un film – documentario, una sorta di viaggio alla ricerca di cos’è la sinistra e di come viene ai giorni d’oggi percepita dagli italiani partendo da una serie di domande: perché è diventato così difficile trovare un partito di sinistra? Dove sono andate a finire le tematiche che l’hanno resa forte nel passato? Quali dovrebbero essere i temi di “sinistra” oggi, e perchè si sono persi?

Il film – documentario “What is left?” (Cos’è la sinistra, appunto!) cerca, in maniera comica, di dare delle serie risposte a queste domande. La pellicola nasce nel 2012 durante il governo Monti, quando Silvio Berlusconi sembra ormai politicamente defunto e Beppe Grillo un innocuo guastatore e invece i fatti prendono un corso molto differente e le urne sanciscono un risultato inaspettato. Bersani sarà costretto ad ammettere: “Siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto”. Facendo precipitare un terzo degli italiani nello sconforto.

Ed è appunto in quel frangente che i due protagonisti del film, nonché autori dello stesso, Gustav Hofer e Luca Ragazzi (già registi di “Improvvisamente l’inverno scorso” e “Italy love it or leave it”), rispettivamente 35 e 42 anni, con la telecamera in mano, compiono un viaggio per comprendere dove sia la vera sinistra. Entrano nelle sezioni del Partito democratico dove anziane elettrici sfogano pubblicamente l’amara scoperta di avere cresciuto figli grillini e dove antichi tesserati dall’epoca del Pci restituiscono il documento per la vergogna di dover governare in alleanza con Berlusconi.

Durante il loro viaggio, i due si vedono costretti a rivelare le loro contraddizioni e la loro confusione di cui sembra esser vittima gran parte della popolazione nostrana. Luca è più ancorato alle ideologie, per essere stato un bambino felice negli anni ’70, di quelli che si commuovono se sentono un peruviano suonare gli Inti Illimani in metropolitana; Gustav, che all’epoca della caduta del muro di Berlino aveva solo 13 anni, ha un visione più pragmatica di ciò che dovrebbe voler dire essere di sinistra. Anche loro si trovano in serie difficoltà e per questo non possono far altro che argomentare il loro punto di vista attraverso una serie di interviste.

Gustav Hofer e Luca Ragazzi non si limitano a parlare con i politici, ma vanno a ricercare le risposte anche tra la gente.

Il risultato? Quasi tutti, politici esclusi, sono insoddisfatti degli attuali partiti di sinistra che, non sapendo più che pesci prendere, ondeggiano tra le due sponde sperando che qualcuno fermi il flusso e gli indichi la retta via. Un esempio è stato l’elezione dell’attuale Presidente della Repubblica Italiana e l’indecisione dell’ “ala sinistra” del Parlamento.

Probabilmente è proprio per questo che il Movimento di Grillo ha avuto tanto successo: è l’incarnazione di questa insicurezza collettiva che “suona” più o meno così: “Allora che facciamo? Andiamo di qua o di là?”

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