La Apple non è più Think Different

La Apple non è più Think Different

Dopo il lancio di un nuovo prodotto in casa Apple, gli appassionati della società di Cupertino tirano sempre lo stesso ritornello “Steve Jobs avrebbe approvato questo prodotto”.

Che la Apple stia viaggiando sulle intuizioni del suo visionario fondatore è ovvio. Così com’è ovvio che questa è la Apple di Tim Cook, un timoniere totalmente diverso dal compianto Steve Jobs, promotore della campagna Think Different. Il nuovo leader ha portato la Apple a chiudere il miglior trimestre della storia aziendale con un utile netto di 8,2 miliardi.

Per continuare a correre, Cook sta provando a guidare una Apple per molti versi normalizzata. Un’azienda più lontana dal think different nonostante il lancio di novità negli ultimi 12 mesi sia stato incessante.
Guardando l’ultimo prodotto, l’iPad mini, è evidente come per la prima volta è stato messo in commercio ciò che il pubblico vuole e non ciò che il pubblico avrebbe imparato a volere senza neppure saperlo. L’iPad Mini tampona un settore (tablet compatti e meno costosi) in cui finora hanno imperversato Google, col suo Nexus 7, e soprattutto Amazon con il Kindle Fire (appena arrivato in Italia nella versione Hd). L’obiettivo raggiunto da Cupertino è avere una line-up completa: iPad Mini, il vecchio iPad 2 e iPad tradizionale. Con in più l’iPod Touch, un mini-tablet. Così come nel settore dei notebook ora Tim Cook può schierare MacBook Air, MacBook Pro e i potenti MacBook Pro con Retina Display.

L’altra mossa un pò controcorrente è stata quella di lanciare sul mercato il “nuovo” iPad con una quarta generazione che è un upgrade di alcune caratteristiche (processore, connettività e connettore Lightning). Una mossa dettata dalla necessità di levare di mezzo per la stagione natalizia un prodotto, l’iPad 3, con un connettore destinato alla tomba (la storica porticina grande, a 30 pin) e non abilitato ai collegamenti Lte in molti mercati.

Un possessore su due si è detto irritato dal lancio dell’iPad 4, facendo crollare il valore di mercato dell’Ipad3, presentato solo pochi mesi fa. Ma tutto ciò non preoccupa i grandi capi della Apple che prevedono di vendere 20 milioni di iPad nei prossimi tre mesi, 5 dei quali Mini.

Un pò sotto la media, ma il problema non si pone se il Mini ruberà clienti ad Amazon, Google e Microsoft. Consapevoli che un utilizzatore di iPad Mini è un potenziale utente di iPhone e Mac domani.

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