Italia in recessione tecnica: cosa significa e quali sono le conseguenze?

Italia in recessione tecnica: cosa significa e quali sono le conseguenze?

Nel secondo trimestre del 2014, l’andamento del Prodotto interno lordo dell’Italia è peggiore di quanto avevano previsto gli analisti.

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Secondo quanto emerso dai dati Istat, il nostro Paese, nel lasso di tempo Aprile – Giugno, ha avuto una crescita negativa dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Tradotto: l’Italia è di nuovo recessione. Si tratta dell’andamento peggiore degli ultimi 14 anni su cui grava soprattutto l‘indebolimento delle esportazioni.

In particolare, gli economisti definiscono lo stato dell’economia del nostro Paese come una recessione tecnica. L’aggiunta della parola “tecnica” evidenzia che non si tratta di una normale recessione o default, poiché c’è una differenza tra recessione tecnica e recessione economica.

In linee generali, il termine “recessione” indica una situazione di peggioramento dell’attività produttiva, rappresentata in primo luogo dal PIL (Prodotto interno lordo). Si parla di recessione tecnica quando il PIL reale diminuisce per almeno due trimestri consecutivi.

L’Italia è in recessione tecnica perché si è registrato il calo del primo trimestre del 2014 (-0,1% rispetto al quarto trimestre del 2013) e del secondo trimestre del 2014 (-0,2% rispetto al primo trimestre del 2014).

Come ha chiarito l’Istat, il crollo riguarda senza eccezioni tutti e tre i grandi comparti dell’attività economica: l’agricoltura, l’industria e i servizi. L’indice FtseMib ha reagito alla notizia con una perdita che è andata oltre il 2,2% già poco dopo la diffusione del dato, mentre lo spread ha continuato a crescere nelle ultime ore, e adesso ha di nuovo superato i 170 punti base.

Dal momento che la variazione complessiva per il 2014 è ora di -0,3%, sarà molto difficile secondo gli analisti chiudere l’anno in positivo. L’unico piccolo beneficio potrebbe derivare dalla svalutazione del cambio, ma il futuro della nostra economia sembra quantomai incerto, nonostante ad Aprile il governo aveva annunciato una crescita annua dello 0,8%, rivista poi al ribasso da Ocse, Fmi e Bankitalia.

Dal momento che il Paese si trova in recessione tecnica, sorge spontaneo chiedersi se ci saranno ripercussioni sulle tasche degli italiani, magari a causa dell’attuazione di nuove manovre finanziarie o l’arrivo di nuove tasse da pagare per evitare un peggioramento della situazione fiscale.

Nulla di tutto ciò. Almeno secondo Padoan, il quale ha ribadito più volte che non ci sarà nessuna manovra correttiva dei conti visto che il rapporto deficit/PIL nel 2014 non supererà il limite del 3% e lo stesso per il 2015.

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