Introdotto il Pos obbligatorio: cosa cambia?

Introdotto il Pos obbligatorio: cosa cambia?

Oggi è scattata l’ora del Pos (Point of sale, ovvero punto di pagamento): tre semplici lettere che, però, hanno scatenato grandi polemiche.

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Infatti, a partire da questa mattina, tutti i negozianti, professionisti, commercianti, aziende e artigiani italiani hanno l’obbligo di accettare, per importi superiori a 30 euro, metodi di pagamento tracciabili a fini fiscali. Simbolo della rivolta delle categorie interessate, infatti, le macchinette che consentono di pagare tramite bancomat e carta di credito.

Perché? Dal loro punto di vista, le nuove misure si configurano come l’ennesimo balzello imposto dallo Stato, un costo aggiuntivo ingiustificato, anche perché i cittadini potranno comunque pagare sempre in contanti fino a 1000.

Ma è davvero così? La norma, in realtà, non prevede sanzioni, restando di fatto “monca”. A questo punto viene da chiedersi: cosa cambia con l’introduzione del Pos “obbligatorio”?

Su cosa cambierà davvero, infatti, c’è mistero e polemica. La norma è entrata in vigore ma restano le incognite: la prima deriva dal fatto che nessuna sanzione è stata prevista per chi non si adeguerà; la seconda perché per molte imprese l’installazione del Pos, con costi intorno ai 1200 euro annui, potrebbe non essere per nulla conveniente agli attuali accordi con le banche. Dal canto proprio, il governo non ha affrontato la situazione prima: il via libera del Pos è scattato senza nuovi patti o incentivi stabiliti con le banche per rendere più vantaggioso l’utilizzo della moneta “elettronica”.

Ancora la legge non fa differenza tra le categorie e questo significa prese di posizione diverse da parte di chi avrà più o meno facilità ad adottare il sistema elettronico, dal momento che non ci sono multe nè incentivi. Inoltre, non è stato promesso alcun maggiore controllo fiscale per chi non adotta il Pos.

Chi effettuerebbe comunque pochissimi pagamenti e può accettare denaro contante senza penalizzazioni non prenderà certamente sulle sue spalle quello che al momento rappresenta solo un costo, o meglio un servizio offerto dal commerciante a favore del cittadino ma soprattutto a vantaggio delle banche che apriranno nuovi contratti.

E mentre associazioni di consumatori e commercianti sono in piena bufera, la legge procede con velocità verso la sua applicazione.

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