Habemus Papam su twitter: Benedetto XVI e il web 2.0

Habemus Papam su twitter: Benedetto XVI e il web 2.0

“Sarà possibile anche confessarsi su twitter oggi?”. Domanda lecita dal momento che, dopo Silvio, anche Benedetto XVI ha deciso di intraprendere un lungo e impegnativo viaggio nel mondo dei social network.

Benedetto XVI su Twitter

Purtroppo, o per fortuna, al momento i messaggi di fede arriveranno solo attraverso Twitter. Niente Facebook, almeno per adesso.

L’account è @Pontifex, è già online da ieri, e a 24 ore dal lancio ha già raggiunto qualcosa come mezzo milione di “follower”. Per il primo tweet, però, bisognerà attendere fino al prossimo 12 Dicembre quando, esattamente alle 12, Benedetto XVI invierà il primo cinguettio durante l’udienza generale del mercoledì che “tratterà di questioni inerenti la fede”. Ovviamente, il Pontefice non twitterà personalmente ma, ha assicurato, visiterà ogni post e risponderà per voce propria, e per mano di Greg Burke (advisor della Segreteria di Stato per la comunicazione), alle domande che gli utenti rivolgeranno, attraverso l’hastag #askpontifex, sulla fede e sull’Anno della fede.

Il Papa teologo, che scrive a mano i suoi testi, non ha mai avuto un rapporto personale troppo stretto col computer però è sempre stato ben consapevole delle straordinarie capacità comunicative dei new media e degli stessi social network, utilissime soprattutto ai fini della nuova evangelizzazione (e se lo dice Ratzinger…).

Insomma, solo perle di saggezza nei tweet del Papa. E a chi, su Twitter, già ironizza sulle encicliche in 140 caretteri, risponde indirettamente Monsignor Celli, presidente del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali: “È possibile trasmettere un messaggio saggio e profondo in frasi brevi“. Un esperimento lontano dalla passiva sudditanza alle tendenze del momento: “Non lo fa perché è di moda, ma per poter utilizzare gli strumenti che abbiamo”, spiega Celli.

Nell’attesa, su Twitter è esploso l’hashtag #faiunadomandaalpapa: centinaia di utenti fanno la loro domanda al Santo Padre trattandolo esattamente come un qualsiasi altro utente. Domande che, forse, il Papa non si sarebbe aspettato: si passa dal sarcasmo a vere e proprie accuse nei confronti delle ricchezze del Vaticano. Certo, non mancano i tweet (rari!) in difesa del “pontifex”.

Decine e decine di tweet pubblicati al minuto, troppi per poterli leggere tutti soprattutto se si pensa al fatto che si tratta di un account multilingue dove i tweet saranno pubblicati in contemporanea in inglese (@pontifex), in spagnolo (@pontifex_es), in italiano (@pontifex_it), in portoghese (@pontifex_pt), in tedesco (@pontifex_de), in polacco (@pontifex_pl), in arabo (@pontifex_ar) e in francese (@pontifex_fr).

Dal 12 Dicembre, dunque, nella timeline di twitter appariranno i messaggi del Pontefice, accanto quelli di Obama, di Pierluigi Bersani, del vicino di casa, dell’amico del cuore e di altre cinquecento milioni di persone. Una sfida, una scelta coraggiosa quella intrapresa da Benedetto XVI e dal suo team, disposti a rischiare pur di recuperare il terreno perso sul piano della comunicazione mediatica. E ancora di più, tra i giovani ormai troppo distanti dal mondo dorato della Chiesa Cattolica.

http://noigiovani.it

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