Google Glass e realtà aumentata: l’esperienza newyorkese di Maurizio Pesce di Wired

Google Glass e realtà aumentata: l’esperienza newyorkese di Maurizio Pesce di Wired

Come tutti ormai sappiamo, il 2014 porterà con sé la grande innovazione dei Google Glass, gli occhiali avveniristici a realtà aumentata, accompagnati anche da un’ultimissima novità: le lenti a contatto elettroniche, anche loro a realtà aumentata, che, attraverso le nanotecnologie, offrono le stesse prestazioni dei Google Glass, grazie all’innovazione firmata Samsung e capitanata da Jang-Ung Park del National Institute of Science and Technology di Ulsan.

Google Glass e realta aumentata

Ben lontane dalla struttura e utilizzo delle odierne lenti a contatto che noi tutti conosciamo, e reperibili 24/24 anche online in siti specializzati, come ad esempio questo, entrambe queste tecnologie non sono ancora in commercio, ma, se da una parte le lenti a contatto elettroniche sono ancora in via di sviluppo, i Google Glass sono ultimati e pronti per l’uso. Sono dunque moltissimi i giornalisti che si occupano di nuove tecnologie che li provano per capire di che si tratta, come ad esempio Maurizio Pesce di Wired Italia, che si è recato a New York per trascorrere una giornata in compagnia di questi occhiali a realtà aumentata. Anche se non è riuscito a indossarli per tutto il giorno, come lui stesso confessa, basta qualche ora per avere una sensazione più chiara di quello che questi chiacchieratissimi occhiali offriranno ai loro acquirenti.

Meno invasivi del previsto, il miglior modo di posizionarli non è di fronte all’occhio, come appare in molte immagini, bensì all’altezza del sopracciglio, così da permettere una migliore visualizzazione dello schermo, cosa che costringe l’indossatore a spostare lo sguardo verso l’alto per consultarli. Questo permetterà di rendersi conto di quando una persona sta usando i Google Glass, eliminando il temutissimo “effetto sorpresa”, che da molti era visto come una violazione della privacy e faciliterà, di rimando, il guardarsi negli occhi, senza ostacoli. A livello di batteria durano una giornata intera, anche se usati frequentemente, mentre invece, a livello di video, la batteria muore dopo 45 minuti di ripresa continua.

Giulia Cantelmi

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