Dopo Yo arriva l’app Hey: un verso per infiniti concetti

Dopo Yo arriva l’app Hey: un verso per infiniti concetti

Sulla scia di Yo, l’app che ha spopolato nel mondo e che aveva, come unica funzione, quella di dire Yo, arriva la nuova app Hey.

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Per comprendere il successo di Yo e l’avanzata del monosillabismo delle applicazioni, bisogna fare un passo indietro. Yo è un’app polifunzionale: può servire a dire “ok”, a definire un “like”, spiegare con un “ricevuto!”, mandare una qualsiasi notifica di qualsiasi cosa. Insomma, con un verso solo esprime tanti concetti, cioè sfrutta i mille usi di “Yo” in lingua inglese. E ne aggiunge altri: è possibile collegare Yo a qualsiasi sito, per ricevere notifiche di ogni genere (per i gol delle partite, ad esempio, ma può declinarsi in mille modi).

Per Or Orbel, creatore di Yo, è una app che ha un potenziale rivoluzionario. In effetti, ad oggi, vale già un milione di dollari e, secondo alcune voci di corridoio, sarebbe già stata hackerata.

Hey non è altro che un clone di Yo: dal design alla funzione. Ma serve, come dice il payoff: “Quando Yo non basta”. Però, Hey ha una caratteristica in più in quanto permette di scegliere la quantità di “y” che si intende utilizzare. “Heyy” ha un significato diverso da “Hey” così come “Heyyy” ne ha un altro rispetto a “Heyy”. E così via.

Al momento Hey è un pre-beta, ancora va sviluppato, però gli interessati a provare l’app iscrivendo al sito signup.teamhey.com

http://noigiovani.it

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