Disoccupazione giovanile al 37,1%, record assoluto dal 1992

Disoccupazione giovanile al 37,1%, record assoluto dal 1992

Che i posti di lavoro in Italia siano dosati con accuratezza è una certezza, ma questa dolorosa “ovvietà” è avvalorata dall’alto tasso di disoccupazione giovanile registrato dall’Istat lo scorso mese di Novembre che batte ogni record: più di un giovane su tre non ha un  impiego

Sono in 641  mila e costituiscono il 37,1% i giovani di età compresa tra i 15e 24 anni, che hanno i requisiti per rientrare nella forza lavoro, ma che non hanno trovato un’occupazione, lo 0,6% in più rispetto al mese di Ottobre dello scorso anno.  Si tratta del dato più alto dal gennaio 2004 (inizio delle serie storiche mensili) e del record negativo assoluto mai registrato dal quarto trimestre del 1992 (inizio serie storiche trimestrali).

La disoccupazione giovanile è un dato drammatico e rende palese il fallimento del governo Monti. In quest’anno ci hanno raccontato che abolire l’articolo 18 serviva per dare opportunità ai giovani. Questi dati dimostrano che la contrapposizione giovani-vecchi, garantiti-non garantiti non ha alcun senso e sta portando questo paese nel baratro. La sfida del futuro è combattere la precarietà e investire sui saperi. Solo così si ridaranno prospettive ad una generazione“. Lo afferma in una nota Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci.

Mentre il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, intervistata da Radio Capital, sostiene: “L’aumento della disoccupazione e le previsioni negative per il 2013 non sono un fallimento del governo Monti” e spiega che “ci sono forze e tendenze di lungo periodo e noi paghiamo errori di lungo periodo“.

Pare quindi che la colpa non sia di nessuno e la disoccupazione sia frutto di una serie di scelte sbagliate prese nel corso del tempo, avallate da governo in governo, troppo impegnati ad accusarsi vicendevolmente piuttosto che essere attenti a riprendere le redine di un paese destinato allo scatafascio.

Siamo in Europa e siamo l’ultima ruota del carro. Quotidianamente si sente dire “mi trasferisco fuori dall’Italia per cercare lavoro”, ma se mi è concesso dare un consiglio quando cercate il paese di destinazione fate una ricerca accurata della vostra nuova “America”. Già, perchè in tutta Europa il fenomeno della disoccupazione è presente.

La disoccupazione giovanile nell’Eurozona ha raggiunto il 24,4%, pari a 3,788 milioni di persone. Rispetto ad un anno fa, quando era al 21,6%, ci sono 420mila giovani disoccupati in più.
L’Italia, con il 37,1% di disoccupati tra i giovani fino a 25 anni, è quarta nell’Eurozona per i livelli di disoccupazione giovanile, seguita da Grecia (57,6%, dati di Settembre 2012), Spagna (56,5%) e Portogallo (38,7%).

Dunque, se l’intenzione è quella di cercare lavoro rimanendo però in Europa, le mete consigliate sono Austria, Lussemburgo, Germania, Paesi Bassi e Svizzera, dove si registra un tasso di disoccupazione giovanile nettamente inferiore rispetto le altre nazioni europee. Se, invece, si vuol andare a “colpo sicuro”, bisogna proprio cambiare continente, rimboccarsi le maniche e puntare ai Paesi, come ad esempio il Giappone o la Groelandia, che mirano alla forza lavoro giovane, ricca di risorse e inventiva.

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