David Bowie in mostra a Berlino: 300 cimeli che riaccendono i riflettori sul Duca Bianco

David Bowie in mostra a Berlino: 300 cimeli che riaccendono i riflettori sul Duca Bianco

Dai manoscritti ai costumi originali, dagli strumenti musicali alle fotografie e ai video introvabili fino al cucchiaino da cocaina da lui usato durante la registrazione di “Diamond Dogs”, disco del 1974. Tutto questo è “David Bowie”, la prima grande retrospettiva dedicata al Duca Bianco.

david bowie in mostra a berlino

La mostra, in programma al Martin-Gropius Bau di Berlino dal 20 Maggio al 10 Agosto 2014, è curata da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh, i quali hanno avuto accesso all’archivio privato della celebre star e hanno selezionato una grande quantità di materiali: 300 cimeli che riaccendono i riflettori sulla lunga carriera di David Robert Jones.

Nonostante David Bowie abbia vissuto nella capitale tedesca solo tre anni (1976-1979), il suo rapporto con la città è sempre stato fortissimo. Proprio qui presero forma gli album “Low”, “Heroes” e “Lodger” ed è stato proprio l’interesse per la scena artistica in Germania a spingere il Duca bianco a trasferirsi, prima della fine del 1976, a Berlino Ovest per ripulirsi dalle droghe e rivitalizzare la propria carriera.

“Per me vivere a Berlino è stato davvero liberatorio, in tanti sensi”, aveva dichiarato il cantante inglese in un’intervista. Durante il periodo berlinese, David Bowie collaborò con Brian Eno e condivise un appartamento a Schöneberg con Iggy Pop.

Cantautore, polistrumentista, attore e compositore. L’eclettismo è il marchio di fabbrica di Bowie. E non solo nella musica. Dagli Anni 90, infatti, si è occupato anche di pittura: i suoi quadri sono esposti in molti musei, soprattutto britannici e statunitensi.

“David Bowie ha sempre disegnato e dipinto”, hanno spiegato i curatori. “Si è cimentato con la moda, col design. Ha sviluppato un suo stile. Si è cimentato con le arti più differenti e queste sono confluite e si sono mischiate in quello che lui ha prodotto”. Il cantante londinese è anche fondatore di un’associazione che intende favorire la visibilità di opere di giovani artisti.

E’ stata coraggiosa la scelta dei curatori della mostra di non procedere per ordine cronologico: i momenti della carriera dell’artista londinese galleggiano insieme in una specie di “eterno presente”.

David Bowie può essere considerato l’emblema del trasformismo: tante sono le immagini diverse che negli anni ha saputo assumere. Una con i capelli tinti di un arancione accesissimo, un’altra tanto truccata da farlo sembrare una donna dai tratti androgini o un elegante uomo di mezza età dal viso magro. Ma di David Bowie ce n’è uno solo.

http://noigiovani.it

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