Cosa ricorderemo dei Mondiali 2014

Cosa ricorderemo dei Mondiali 2014

Brasile 2014 è andato in archivio e ora bisognerà attendere altri 4 anni per vivere un mese di emozioni e di momenti che passeranno alla storia del calcio. L’appuntamento è in Russia e secondo molti sarà ancora la Germania la compagine da battere.

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Pronostici a parte e per i quali ci sarà tempo, quali sono i momenti, i volti, le storie che hanno segnato questa edizione? Facciamo una veloce carrellata di ciò che probabilmente ci ricorderemo da qui a qualche anno di questo mondiale in terra sudamericana.

Tra i giocatori che, singolarmente, si sono guadagnati un posto nei ricordi di questo torneo, ve ne sono diversi e non sempre per qualcosa di positivo. Prendiamo ad esempio Luis Suarez, il quale non verrà certo ricordato per i due fantastici goal coi quali ha abbattuto l’Inghilterra nel girone, ma per il morso a Chiellini. Stesso discorso per Zuniga, del quale si ricorderà il fallo che nei quarti ha messo fuori causa Neymar.

Non finiranno nel dimenticatoio nemmeno lo sguardo atterrito di Casillas dopo i 5 goal presi dall’Olanda, inizio del crollo della Spagna, così come le lacrime di David Luiz dopo il tremendo deragliamento verdeoro contro i panzer teutonici. Proseguendo in questa carrellata di immagini o gesta dei singoli, non potranno non rimanere nella memoria il goal di Goetze, che ha regalato il titolo alla Germania, e lo sguardo perso nel vuoto di Messi, che ha fallito il match più importante della sua vita, mentre sale la scalinata del Maracanà nel post partita.

E delle squadre? La Germania verrà ovviamente ricordata da qui all’eternità, come tutte quelle che hanno vinto un Mondiale. Ma questa vittoria passera alla storia in modo particolare per due motivi: il fatto che per la prima volta una compagine del Vecchio Continente ha trionfato in Sudamerica e perché la Germania ha dimostrato che con la programmazione si può arrivare al top.

Verrà ricordato anche il Brasile, probabilmente il peggiore di sempre. Per il calcio carioca questo torneo ha rappresentato l’anno zero e la pochezza dimostrata a livello tecnico-tattico è stata imbarazzante.  Brasile 2014 verrà anche rammentato come il Mondiale del livellamento, perché se è vero che alla fine tra le prime quattro sono arrivate squadre blasonate, è altrettanto vero che formazioni come Algeria, Costa Rica e Colombia hanno dimostrato che il calcio sta diventando uno sport globale, dove se le squadre più forti non si impegnano al massimo, rischiano pessime figure.

E questa panoramica sulle squadre non si può chiudere se non con una menzione per quelle che sono le vere deluse: Spagna, Italia e Inghilterra. Le furie rosse sono riuscite ad essere la prima compagine ad uscire dal mondiale dopo due partite partendo coi galloni di campioni del mondo. Questa batosta è stata epica, ma di buono c’è che la generazione successiva a quella che ha reso grande il calcio spagnolo, appare di ottimo livello.

Capitolo Italia: nota dolentissima, visto che siamo usciti per la seconda volta di fila dopo tre partite. Il nostro calcio appare allo sbando e i tempi futuri si annunciano ancora più neri. Infine l’Inghilterra, che ormai è una nazionale di seconda fascia, non vincendo nulla dal lontano 1966 e rimediando spesso figuracce in Mondiali ed Europei.

Anche alcuni tecnici si sono ritagliati uno spazio in questo “album dei ricordi”. A parte Loew condottiero dei teutonici, tutti ricorderemo per sempre la mossa di Van Gaal, che nel match contro i centroamericani, che valeva l’accesso in semifinale, ha fatto entrare il secondo portiere prima della fine dei supplementari. La mossa si è rivelata vincente, visto che gli Orange hanno poi vinto la “lotteria” dei rigori. Passerà alla storia anche Scolari, per aver condotto la Selecao verso la catastrofe calcistica più grande della sua storia. Sempre in fatto di portieri, non finirà nel dimenticatoio, oltre all’olandese Krul, nemmeno Ochoa: il messicano è stato protagonista di un torneo strepitoso e la sua storia ha colpito molti, visto che è attualmente svincolato.

Ci sarebbero ancora tante cose da ricordare, come ad esempio i bambini che piangono per la sconfitta della propria nazionale, ma l’ultima nota non può che essere per Messi. Dopo un buon inizio di torneo, il campione argentino è sparito, giocando male dai quarti in poi.

Questa fase finale sarà quindi ricordata come quella che, a meno di smentite clamorose tra 4 anni, ha emesso la sentenza definitiva, ossia che Maradona rimane di un altro pianeta.

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