Come prepararsi ai test d’ingresso all’Università

Come prepararsi ai test d’ingresso all’Università

Non c’è un attimo di tregua per gli studenti che, appena usciti dalle scuole superiori,sono “costretti” a cimentarsi in un programma di studio tutto nuovo per prepararsi ai i test d’ingresso universitari previsti nel mese di Settembre.

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E in aiuto arriva Skuola.net che posta sul sito tutte le possibilità a disposizione per superare i test di ammissione per la facoltà dei propri sogni.

Innanzitutto, prima di mettersi a studiare e trovare il materiale giusto, è consigliabile conoscere le modalità di accesso al corso di laurea scelto. I test di Medicina, Veterinaria e Architettura a graduatoria nazionale non sono infatti gli unici a prevedere il numero chiuso.

Sono a numero chiuso in tutte le università italiane anche i test di Professioni Sanitarie e Scienze della Formazione Primaria, con la differenza che la graduatoria è su base locale. In entrambi i casi, i posti disponibili sono definiti dal Miur.

Il numero dei quesiti sono 60 da risolvere in 100 minuti per Professioni Sanitarie, 80 da risolvere in 150 minuti per Scienze della Formazione Primaria. Mentre il testo delle tre prove di Medicina, Architettura e Veterinaria è identico per tipologia in tutta Italia e stabilito dal Ministero, per Professioni Sanitarie e Formazione Primaria la redazione del testo è gestita dai singoli atenei.

Anche i test delle restanti facoltà sono gestiti localmente, e ogni università può decidere la tipologia di prova da sottoporre alle aspiranti matricole. Soprattutto, se questa sia di tipo “autovalutativo”, che stabilisce se si hanno le basi di studio adatte ma non è determinante per l’iscrizione, o se piuttosto sia un test di ingresso per l’accesso programmato. Nel secondo caso, sarà messo a disposizione da ogni singola università un numero stabilito di posti e sarà stilata una graduatoria locale, quindi si dovrà studiare sodo per battere la concorrenza e ottenere il proprio posto in facoltà.

Tutto questo porta a inevitabili crisi di ansia e attacchi di panico poiché regna supremo nella mente dei giovani diplomati il pensiero di non possedere le giuste conoscenze e capacità per portare a casa un ottimo risultato. Quindo, per sopperire a tali vere o presunte mancanze il primo strumento da utilizzare è il vecchio amato/odiato libro.

Sono diverse, infatti, le case editrici specializzate proprio nella pubblicazione di testi specifici per la preparazione dei test d’ingresso universitari. Solitamente, queste ultime, per ogni tipologia di corso di laurea, realizzano dei kit indispensabili: manuale, eserciziario, prove di verifica e quiz. Basta fare un giro su siti internet come Amazon.it per farsi un’idea della vasta scelta a disposizione.

Ma come scegliere il testo più adatto alle proprie esigenze? Sempre su Amazon.it, è possibile spulciare commenti e recensioni di chi ha già acquistato. E se si decide di comprare sullo shop online basteranno poche ore per ricevere il libro e iniziare a studiare.

Ripetere a pressione formule e nozioni, imparare a memoria tutto lo scibile umano e affinare capacità mnemoniche stile uomo bionico potrebbe non bastare per superare lo scoglio duro del test. Ecco, allora, un’altra utile opzione alla quale aggrapparsi: le simulazioni online delle prove. Le pagine web che mettono a disposizione questo servizio sono praticamente infinite e in tempo di crisi, come si dice, tutto fa brodo. Si tratta, quasi sempre, di simulazioni totalmente gratuite, utili da sfruttare perché cronometrate. Il problema, però, è che si tratta di demo, composte quindi da meno domande rispetto a quelle previste nei test e, tendenzialmente, con argomenti che spesso si ripetono.

Se tutto ciò non dovesse bastare, lo step successivo per lo studente in vera crisi da test d’ingresso è quello delle ripetizioni. L’importante è però saper scegliere il giusto tutor. Prendere lezioni dal vecchio compagno di banco, infatti, seppur secchione, non è forse un’idea azzeccata. Sarebbe meglio, se proprio non ci si fida di se stessi e della propria capacità di assimilare quanto studiato su un libro ben fatto, cercare l’aiuto di un prof o, meglio ancora, di un docente universitario. Il rovescio della medaglia, in questo senso, la spesa: più il tutor scelto sarà competente più, ovviamente, il compenso richiesto sarà alto.

L’ultima spiaggia, probabilmente la più costosa, è la scelta di seguire dei corsi specializzati, realizzati ad hoc da professionisti del settore. Se ne possono trovare di tutti i tipi in tutta Italia, basta una rapida ricerca su Google ed ecco il corso più vicino e più idoneo per le proprie esigenze. Anche in questo caso, visti i costi spesso elevati, è importante saper individuare le cosiddette “fregature”: meglio affidarsi a nomi conosciuti.

Questo genere di preparazione non è però adatta a chi non ha tempo a disposizione per spostamenti e frequenza. Meglio, allora, un libro ben fatto da consultare anche sotto l’ombrellone.

http://noigiovani.it

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