Civita, aggrappata alla roccia, adatta agli amanti del trekking

Civita, aggrappata alla roccia, adatta agli amanti del trekking

civitaA 450 metri sopra il livello del mare, in provincia di Cosenza, in Calabria, sorge il borgo di Civita su uno sperone roccioso. Il paese rappresenta la porta d’ accesso al Parco nazionale del Pollino. Civita fu fondata intorno al 1476 da profughi albanesi provenienti dall’Epiro conserva la cultura e il folklore tipico albanese. La curiosità del borgo oltre che lo scenario, in quanto aggrappato ad una roccia, è l’ architettura dei comignoli delle case, tutti diversi e con forme bizzarre, vere e proprie opere d’ arte. Il comignolo rappresentava il totem della famiglia; non aveva la sola funzione di aspirare il fumo e contrastare i venti forti ma, secondo la credenza popolare, teneva lontano gli spiriti maligni e ( a seconda delle dimensioni) attestava lo status sociale dei proprietari. I comignoli più caratteristici furono costruiti tra fine Ottocento e inizi Novecento ma ce ne sono anche di più antichi. Per chi si reca a Civita una tappa da non perdere è il Museo Etnico Arbereshe che, affacciato nella piazza principale, raccoglie testimonianze della cultura bizantina e albanese in Italia. Gli amanti del trekking non possono rinunciare a questa meta, alla passeggiata nello spettacolare Canyon del Raganello, 13 km di cascate, rocce a strapiombo, grotte che si susseguono fino al Ponte del Diavolo. Gli abitanti di Civita (come vuole la legenda) raccontano che considerata l’ enorme difficoltà della sua costruzione, fu sancito un patto con il diavolo, in cambio della riuscita della costruzione chiedeva l’anima della prima persona che lo avesse attraversato. Il popolo fece passare un cagnolino e il diavolo infuriato distrusse il ponte. Ponte che purtroppo è crollato nel 1998 e oggi si può solo ammirarne i resti e lo splendido paesaggio. Da togliere il fiato!

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