Chi sono gli yazidi e perché sono perseguitati

Chi sono gli yazidi e perché sono perseguitati

Dopo gli sciiti e i cristiani, il popolo preso di mira dai miliziani sunniti dello Stato Islamico è quello degli yazidi.

chi sono gli yazidi

Perseguitati in Iraq poiché ritenuti miscredenti, gli yazidi sono un gruppo di popolazioni ordinate a tribù, di origine e di lingua curda e con religione propria. Il loro nucleo principale è ora nella regione di Mossul, a Shaikhan, dove si trova il santuario dedicato allo Shaikh Adi, e nel Gebel Singiar a 160 km circa a est di Mossul.

La loro religione combina Islam e Zoroastrismo (religione e filosofia basata sugli insegnamenti del profeta Zarathuštra) e conta almeno 700mila seguaci. Oltre che in un Dio creatore dell’universo, gli yazidi credono nell’esistenza di altre sette divinità o angeli: la più importante è Tawsi Melek o Melek Taus, “Angelo Pavone”, o “Re Pavone”, ossia l’angelo caduto, ma non divenuto come in altre religioni (ad esempio la cristiana) Satana, e non adorato in quanto diavolo, ma per la sua natura buona e la sua potenza di creatore; il nome di Pavone è in relazione con antiche leggende diffuse nel mondo orientale, secondo le quali il tentatore di Eva assume tale figura.

Come anche i membri di altre religioni, gli yazidi nascono nella comunità già credenti, non esiste conversione. Vivono in tutta la regione del Caucaso e soprattutto nel Kurdistan iracheno. Si pensa che questa religione abbia avuto origini attorno al ventesimo secolo a.C. Il popolo degli yazidi è sempre stato perseguitato perché accusato dall’ortodossia islamica di praticare culti eretici e di adorare il diavolo.

Sinjar, la città irachena situata a 50 chilometri dalla frontiera con la Siria conquistata domenica scorsa dagli jihadisti dell’Isis (Stato islamico), è la “culla” secolare degli yazidi. Fino a una settimana fa a Sjniar vivevano 310.000 persone ma anche decine di migliaia di profughi in fuga di fronte all’avanzata sanguinaria dei fondamentalisti islamici.

È praticata da circa mezzo milione di persone, in primo luogo in Iraq ma anche in Siria, Turchia, Georgia, Armenia e Iran. Gli yazidi, a differenza di quanto sostengono gli estremisti islamici, sono una popolazione pacifica e tollerante. Sono circoncisi come gli ebrei, adorano il sole e credono alla trasmigrazione delle anime.

Credono anche nell’esistenza di un dio buono, Khoda, dio della luce, e di un dio cattivo, Auz-Melek, il dio-pavone considerato da chi li perseguita il diavolo. Secondo il loro “Libro della rivelazione”, denominato anche “Libro nero”, il creato è opera di sette dei.

Nel culto yazidita, dato che il dio buono ispira solo sentimenti positivi è inutile adorarlo, mentre bisogna fare offerte e indirizzare preghiere a quello cattivo sperando di placare la sua malvagità. Perciò ogni anno il 10 Agosto a Saadli, nella catena montuosa irachena del Jabel Sinjar, si svolge una processione durante la quale i fedeli si flagellano offrendo le loro sofferenze al diavolo.

Sostanzialmente, quindi, la persecuzione condotta dai milizianti dello Stato di ISIS nei confronti di questa minoranza religiosa parte da una conoscenza errata degli yazidi stessi: infatti, erroneamente si pensa che il nome yazidi derivi da Yazid ibn Muawiya, il secondo Califfo della dinastia degli Umayyad, assolutamente mal voluto. In realtà, il loro nome deriva dal moderno termine in lingua persiana “ized”, che significa angelo oppure “adoratori di Dio”.

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