Chi era Mecenate?

Chi era Mecenate?

Berlusconi il nuovo MecenateLa sua figura oggi avrebbe senso?

Gaio Cilnio Mecenate, nato ad Arezzo il 68 a.C e morto l’anno 8 a.C., era di origine etrusca ed è stato un influente amico e consigliere dell’Imperatore Augusto. La sua figura divenne famosa nei secoli e lo è tutto’ora per aver creato un circolo di intellettuali e poeti che, sotto la sua protezione e grazie al suo sostentamento, produsse una notevole quantità di opere artistiche. Furono molti gli artisti famosi che appartenevano a tale gruppo.

Diciamo che fino a qui non abbiamo aggiunto nessuno spunto nuovo rispetto ad un normale e comune libro di testo scolastico. Diciamo anche che, se paragonato ai giorni nostri, si potrebbe definire Mecenate come un ministro della cultura.

È indubbio il contributo che queste azioni ebbero nei confronti dell’allora Impero Romano. Le opere artistiche create accrebbero di molto l’immagine dell’impero e del suo imperatore Augusto, inoltre servirono anche per dare una immagine positiva della politica e delle scelte di governo di allora. Il suo modo di fare è stato imitato diverse volte nei secoli e addirittura il termine “mecenatismo” o “mecenate” è diventato ora un vocabolo dal significato chiaro: colui che si circonda e sostiene artisti.

Però, come è mai possibile oggi rinnegare il valore dell’arte e l’importanza del suo sostegno nelle diverse forme, se già in epoca romana gli antichi ci investivano ingenti risorse?

Le antiche corti che ripresero tale atteggiamento, facendo a gara per avere i migliori architetti, compositori e poeti, avevano chiaro che un governo senza cultura e arte era fondamentalmente un governo incompleto.

Peccato che da noi, in Italia, invece, proprio dopo aver dato per primi l’esempio al mondo di come si deve sostenere e preservare l’arte e la cultura, abbiano optato con le ultime classi politiche al governo di tagliare i fondi alla cultura.

Non si era mai visto protestare nei teatri, nei cinema o durante manifestazioni culturali. Essendo poi questo tipo di proteste non violente e troppo di alto livello, hanno subito lasciato le prime pagine dei giornali che invece sono troppo spesso impegnate a seguire i nuovi flirt dei vip e gli scandali veri o falsi che siano dei politici, attenzione non della politica. E a dire il vero non si era mai nemmeno sentito enunciare ad un ministro dell’istruzione un nuovo fondamento scientifico rivoluzionario come quello famosissimo sul tunnel dei neutrini.

La cultura apre la mente, aiuta a capire e a ragionare.

Sarà proprio per questo che chi ci governa non la ama e non vuole che noi ce ne approvvigioniamo?

Meno male che ancora esistono menti avide di sapere e persone diverse che non si annullano davanti alla TV che offre una lite mediatica costruita ogni trenta secondi di trasmissione. Ci vorrebbe una rivoluzione si, una rivoluzione, però culturale prima di tutto!

http://noigiovani.it

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