Chi è Martin Schulz?

Chi è Martin Schulz?

È stato appena chiamato a ricoprire ancora il ruolo di presidente al Parlamento Europeo ed è uno degli uomini politici europei più conosciuti al di fuori del proprio paese, la Germania. Stiamo parlando del tedesco Martin Schulz, il cui nome nel nostro paese è salito alla ribalta qualche anno fa per un vivace scambio verbale avuto con l’allora premier nostrano Silvio Berlusconi.

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Ma qual è la storia di quest’uomo, sposato e con due figli, che non ha paura a parlare della lotta contro l’alcolismo che ha dovuto affrontare dopo aver dovuto dire addio al calcio per un infortunio subito in giovane età e che conosce altre quattro lingue oltre il tedesco, tra cui l’italiano?

Leggendo la sua biografia si può scoprire che è l’ultimo di cinque figli e di come sia cresciuto in una famiglia dove le idee politiche dei genitori non potevano tra loro essere più diverse. Il padre, un agente di pubblica sicurezza la cui famiglia aveva conosciuto la fatica nelle miniere della Saarland, era infatti politicamente socialdemocratico, mentre la madre, nata in una famiglia della medio-borghesia era stata tra le fondatrici della locale sezione di quello che oggi è il partito guidato da Angela Merkel, ovvero la CDU.

Il (rieletto) presidente del massimo organo rappresentativo dell’UE è nato nel 1955, precisamente a Hehlrath, il 20 Dicembre. Dopo gli studi classici, gli anni tra il 1975 e il 1977 lo videro svolgere un apprendistato come libraio. Una volta terminato tale periodo di formazione ricoprì fino al 1982 diversi ruoli nell’ambito di librerie e case editrici. Quindi questa sua passione per i libri lo ha portato, fino al 1994 a condurre una piccola libreria nella cittadina di Würselen.

Ma gli anni passati nel mondo delle librerie e delle case editrici sono stati anche gli anni in cui il giovane Martin si è avvicinato alla politica, iscrivendosi alla SPD. Nel 1974 prende la tessera del partito e svolge attività all’interno delle compagini giovanili, ricoprendo alcuni ruoli dirigenziali, fino a divenire consigliere comunale della cittadina in cui aveva aperto la sua libreria. Ricoprì tale ruolo dal 1984 al 1999 e dal 1987 (quando era poco più che trentenne) e per 11 anni fu anche sindaco di Würselen. Il salto nella politica nazionale avviene nel periodo in cui è primo cittadino di Würselen. Correva infatti il 1991 quando viene chiamato a far parte del consiglio nazionale del partito, al cui interno resterà, senza interruzione, per otto anni. Sul finire del 1999 arriva poi l’ingresso nell’ufficio di presidenza e, contestualmente quello nel direttivo federale. Tuttavia è Il 1994 l’anno fondamentale nella sua avventura politica a livello continentale, perché entra per la prima volta nel Parlamento europeo. Il buon lavoro svolto a Strasburgo lo porta ad essere designato come capo delegazione del suo partito negli anni che vanno dal 2000 al 2004. Nel 2004 diviene quindi presidente di tutto il gruppo parlamentare socialista a Strasburgo. Questa carica così importante è stata da lui mantenuta fino al gennaio di due anni fa, quando fu eletto per la prima volta alla carica che gli è stata nuovamente conferita ieri.

Infine, verso la fine del 2013 il suo nome è indicato come quello scelto dai socialisti europei per la presidenza della Commissione in caso di vittoria alle europee del maggio 2014. La sua candidatura viene ratificata il 1° marzo di quest’anno, ma alle elezioni di Maggio il primo partito è risultato il PPE e quindi è sfumata la possibilità di vederlo al posto fino ad oggi occupato da Barroso. Un accordo tra PPE e PSE lo ha però portato, come detto in apertura, ad essere nuovamente designato alla carica ricoperta dal 2012.

Descritta in sintesi la sua carriera politica, vanno ricordati alcuni scontri verbali avuti con alcuni avversari politici, scontri che lo hanno fatto salire alla ribalta e ne hanno fatto una delle voci più note del panorama politico continentale. Tutti ricorderanno il violento scontro con Berlusconi che, dopo essere stato oggetto di dure critiche, lo definì un “kapò”.

Nel 2009 fu invece protagonista di una dura polemica con Jean-Marie Le Pen che, a suo dire, non avrebbe dovuto “guidare la seduta inaugurale del Parlamento europeo in qualità di eurodeputato più anziano”. L’allora leader del Front National rispose duramente, affermando come Schulz fosse “un signore che assomiglia a Lenin e si esprime come Hitler”.

Tuttavia quest’uomo dal sorriso bonario e dalla battuta sempre pronta ha dato adito a polemiche anche al di fuori di Strasburgo. Il caso più eclatante è abbastanza recente e risale ai primi mesi di quest’anno. Intervenuto alla Knesset, ha posto l’accento sulle differenze intercorrenti tra le due parti in lotta nell’accesso alle risorse idriche, scatenando la replica stizzita dei ministri dell’esecutivo israeliano presenti in aula.

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