Che cos’è il Ttip?

Che cos’è il Ttip?

Alcuni lo definiscono una truffa, altri un’opportunità. Altri ancora, invece, hanno capito ben poco soprattutto perché sul Ttip, Transatlantic Trade and Investment Partnership, non si sa quasi nulla. O meglio, non si dice niente.

cos'è il ttip

Si tratta dell’accordo fra Ue e Stati Uniti per il libero scambio. Un accordo che rischia di cambiare completamente le nostre vite da qui a breve, dal momento che gli effetti potremmo vederli subito.

Ma vediamo bene di cosa stiamo parlando. Lo scopo del Ttip è quello di creare un mercato unico per merci, investimenti e servizi tra Stati Uniti e Unione Europea attraverso l’abolizione dei dazi e l’uniformazione di leggi e regolamenti internazionali.

Gli argomenti in ballo sono:

“L’accesso al mercato per i prodotti agricoli e industriali, gli appalti pubblici, gli investimenti materiali, l’energia e le materie prime, le materie regolamentari, le misure sanitarie e fitosanitarie, i servizi, i diritti di proprietà intellettuale, lo sviluppo sostenibile, le piccole e medie imprese, la composizione delle controversie, la concorrenza la facilitazione degli scambi, le imprese di proprietà statale”.

In poche parole si darà il via libera alle importazioni nell’Ue del petrolio e del gas statunitense; stretti limiti alla possibilità in uso in Europa di incentivare le energie rinnovabili; stretti limiti anche alla facoltà dei Governi di intervenire per regolare la distribuzione di gas e di elettricità a favore dei consumatori, come ancora talvolta accade qui in Europa. Tutto questo con grande esultanza del mondo degli affari.

Questo è quanto è dato conoscere, poiché i contenuti veri e propri sono segreti e accessibili solo ai tecnici, al Governo USA e alla Commissione Europea che se ne occupa su mandato segreto degli Stati Membri. Grande escluso anche il Parlamento Europeo che potrà esprimere un parere, votando “si o no”, ma non potrà proporre alcun emandamento.

Ma quali sono i pericoli del Ttip?

Innanzitutto, l’uniformazione di regole e controlli al ribasso. Questo, in relazione alle regole statunitensi molto più severe delle nostre, significherebbe rimuovere le barriere più rigide imposte dall’amministrazione americana. Per noi però, questo meccanismo potrebbe produrre delle conseguenze ancora più gravi. Si pensi ad esempio all’agricoltura: in America si coltivano Ogm, è consentito l’uso di ormoni nell’allevamento di animali destinati all’alimentazione, non esiste la denominazione di origine controllata. Tutte quelle norme che per l’Europa sono vitali verrebbero così rimosse in nome del “bene comune”.

In secondo luogo, la cosiddetta clausola ISDS, ossia insieme di regole volte a legiferare sui conflitti tra Stato e imprese, permettendo a queste ultime di scavalcare le giurisdizioni nazionali, rivolgendosi ai tribunali internazionali.
Questo significa che se una multinazionale americana decide di mettere in discussione le leggi di uno dei 28 Stati UE forte della sua presenza in Europa, il Ttip potrebbe rivelarsi solo un mezzo per aggirare le norme scomode vigenti nei vari settori.

Dunque, dal punto di vista economico a trarre maggiori vantaggi dal Ttip saranno gli Stati Uniti, perché il dazio medio che le merci europee versano per entrare in America è pari al 3,5%, mentre quello contrario ammonta al 5,2%. Altro aspetto da mettere in evidenza riguarda l’export, in quanto l’accordo sul libero scambio favorirebbe ovviamente i paesi esportatori, mentre gli stati più deboli (come il nostro) rischierebbero una vera e propria colonizzazione.

Questi, sono solo alcuni degli aspetti che cambierbbero con il Ttip che, così impostato, favorirebbe solo gli interessi dei potenti a discapito delle piccole realtà nazionali. Per l’ennesima volta.

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